Napoli -Sei mezzi navali sequestrati e quattro persone raggiunte da un’informazione di garanzia. È il bilancio dell’operazione eseguita lo scorso 9 ottobre dalla Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Napoli, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea sul presunto sistema di ormeggi abusivi tra Mergellina e il Borgo Marinario.
Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli, riguarda diverse unità da diporto e natanti che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati utilizzati nell’ambito di attività di ormeggio e noleggio prive delle necessarie autorizzazioni.
L’occupazione dello specchio acqueo
Agli indagati viene contestata, in concorso, una condotta illecita che si sarebbe protratta nel tempo, caratterizzata dall’occupazione senza titolo di una porzione di mare, in assenza di concessioni o autorizzazioni.
L’area sarebbe stata destinata stabilmente all’ormeggio di imbarcazioni e gommoni, oltre che alla locazione e al noleggio di unità da diporto a fini di lucro. Una gestione che, secondo gli investigatori, avrebbe sottratto spazi alla pubblica utilità, trasformandoli in un punto di riferimento per attività nautiche non autorizzate.
Natanti ormeggiati anche di notte
Tra gli aspetti contestati figura anche la presenza continuativa di una flotta di natanti, lasciati ormeggiati nello specchio acqueo interessato anche durante le ore notturne, senza i prescritti segnalamenti luminosi o visivi.
Una situazione che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe determinato un concreto e grave pericolo di collisioni e incidenti marittimi. Le imbarcazioni avrebbero inoltre creato intralcio alle manovre nautiche, compromettendo la regolarità dei servizi pubblici di linea commerciale.
I ruoli contestati agli indagati
Le condotte ipotizzate dagli inquirenti si sarebbero articolate attraverso diversi compiti: dalla gestione di fatto dell’area e degli ormeggi abusivi al supporto materiale nelle operazioni quotidiane, comprese le manovre delle imbarcazioni e il controllo dello specchio acqueo.
Un ruolo sarebbe stato svolto anche da chi avrebbe fornito le imbarcazioni utilizzate nell’attività contestata, coordinando materialmente le operazioni di imbarco dei clienti e dei locatari.
Sequestrati sei mezzi, quattro persone informate dell’indagine
Al termine delle attività di monitoraggio e dei riscontri investigativi, i militari della Guardia Costiera hanno dato esecuzione al sequestro preventivo di sei mezzi navali, tra cui imbarcazioni e gommoni impiegati, secondo l’ipotesi accusatoria, per il noleggio e per i trasferimenti tra terra e mare.
Contestualmente sono state notificate quattro informazioni di garanzia, con il relativo avviso sul diritto di difesa.
L’indagine punta a fare luce sull’organizzazione delle attività contestate e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti. Le ipotesi investigative dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
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