

Milano è la città più insicura d'Italia
Un’analisi approfondita che sviscera i dati del 2025: il crollo dei furti di auto e in appartamento non arresta l’ascesa delle truffe informatiche e dei reati economici. E nel Mezzogiorno, dalla morsa della criminalità organizzata alle oasi di tranquillità come Benevento, il quadro regionale campano svela profonde fratture territoriali.
I numeri raccontano una realtà in movimento, fatta di geografie complesse, percezioni distorte e geolocalizzazioni implacabili. L’edizione aggiornata dell’Indice della Criminalità, elaborata dai dati della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e pubblicata dal Sole 24 Ore, offre una radiografia spietata del Paese.
Per la prima volta dopo quattro anni consecutivi di crescita, i delitti denunciati in Italia registrano un’inversione di rotta: nel corso del 2025 si è toccata quota 2,36 milioni, segnando un calo dell’1,8% (pari a 42.242 reati in meno rispetto all’anno precedente).
Ma la media nazionale, come spesso accade, nasconde faglie profonde. Al vertice della piramide dell’insicurezza si staglia inequivocabilmente Milano, mentre a sud lo sguardo si posiziona inevitabilmente sul dodicesimo posto di Napoli, un piazzamento che fotografa una metropoli sospesa tra flessioni percentuali e primati inquietanti nei reati predatori e di stampo mafioso.
Se l’Italia nel suo complesso tira parzialmente il fiato, il capoluogo lombardo non conosce tregua. Milano si conferma saldamente al primo posto assoluto della graduatoria nazionale con oltre 7.000 denunce ogni 100mila residenti, registrando un ulteriore incremento dello 0,6% rispetto al 2024.
Il modello meneghino, trainato da una forte mobilità di pendolari, flussi turistici intensi e un tessuto economico iperattivo, paga il prezzo più alto in termini di reati predatori, borseggi e microcriminalità diffusa. Insieme a Firenze (seconda con 6.374 denunce ogni 100mila abitanti) e Roma (terza), le grandi città metropolitane continuano a catalizzare quasi la metà (il 47,4%) dell’intera massa delittuosa denunciata lungo la penisola. Milano, assieme a Roma, Torino e Bologna, raccoglie da sola un quarto delle segnalazioni relative a cittadini stranieri denunciati o arrestati, confermandosi crocevia globale di tensioni sociali e sfide di integrazione e sicurezza urbana.
Spostando lo zoom al Sud, l’attenzione si concentra sul dodicesimo posto di Napoli. Con un totale di 131.056 denunce complessive – pari a 4.435,2 ogni centomila abitanti – il capoluogo campano segna formalmente una contrazione dell’1,6% rispetto ai dati del 2024. Una boccata d’ossigeno statistica che tuttavia non deve trarre in inganno: analizzando i dettagli voce per voce, l’inchiesta svela un tessuto criminale strutturato e radicato.
Napoli si piazza infatti seconda a livello nazionale nelle voci contrabbando e usura, e sale sul terzo gradino del podio per estorsioni e contraffazione di marchi e prodotti industriali. Un quadro che descrive una criminalità economica e organizzata profondamente radicata nel sottobosco produttivo e commerciale della città, contrapposta paradossalmente a un 105esimo posto (penultima) nella voce marginale dei danneggiamenti puri.
Caserta si piazza al 50° posto (29.678 casi; 3.271,8 ogni 100mila abitanti; -4,8%), distinguendosi negativamente per il terzo posto in contrabbando, il quarto in contraffazione e il quinto in riciclaggio di denaro.
Salerno occupa la 56ª posizione (32.983 casi; 3.131,3 ogni 100mila abitanti; -3,9%), segnalandosi al quarto posto per incendi boschivi e all’ottavo per incendi dolosi.
Avellino scivola al 91° posto (10.438 casi; 2.655,7 ogni 100mila abitanti; -2,6%), pur registrando criticità specifiche come il quarto posto per associazione per delinquere e il sesto per delitti informatici.
Benevento, infine, rappresenta l’isola felice della regione: è quartultima in Italia (5.617 denunce, 2.177,4 ogni 100mila abitanti, con un calo del 3,5%), piazzandosi tuttavia al quinto posto nazionale per usura.
L’analisi dell’indagine del Sole 24 Ore permette di tracciare i macro-trend che hanno guidato il 2025. La flessione complessiva è trainata principalmente dal crollo dei furti (-5,9%), scesi sotto la soglia del milione (992.660 casi) per la prima volta dal 2022, con cali record per i furti su auto in sosta (-16,2%) e in abitazione (-8,7%). Calano anche le rapine (-3,6%).
Di contro, si registra l’inarrestabile avanzata della cyber-criminalità: le truffe e frodi informatiche toccano quota 298.651 (+4,4% sul 2024 e +40,8% rispetto al 2019). Crescono anche i danneggiamenti (+3,9%) e le estorsioni (+1,4%). Un capitolo particolarmente sensibile riguarda i minorenni: nel 2025 le segnalazioni di minori denunciati o arrestati hanno raggiunto quota 39.600 (+34% rispetto al 2019), arrivando a pesare per il 25,8% sul totale delle rapine in pubblica via, un sintomo evidente di un disagio giovanile che interroga profondamente le istituzioni educative e di controllo.
1. Classifica Nazionale (Prime 10 Posizioni – Denunce ogni 100.000 abitanti)
(Nota: All’estremo opposto della graduatoria nazionale figurano Oristano, Potenza, Enna e Benevento).
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