

Il rapinatore innamorato in azione
Napoli – Un’uscita di scena da criminale naviga tra l’imprudenza più totale e un improvviso, quanto fuori tempo, impeto romantico. La traiettoria di un 46enne napoletano, volto noto agli archivi giudiziari per reati contro il patrimonio e droga, si è chiusa tra le pareti della caserma dei Carabinieri dopo una fuga durata poche ore.
A condannarlo non è stata soltanto la prontezza d’spirito della sua vittima, ma l’impronta indelebile tracciata dalla sua stessa pelle, finita dritta nei feed dei social network.
Tutto comincia nel tardo pomeriggio di ieri, poco dopo le 17:00, nel cuore del quartiere Barra. L’uomo entra nell’esercizio commerciale calzando un casco semi-integrale di colore bianco. Bastano pochissimi secondi per far piombare la farmacia nel terrore: l’uomo estrae una pistola — rivelatasi solo in seguito un’innocua riproduzione in plastica, ma all’impatto visivo del tutto identica a un’arma vera — e la punta ad altezza uomo contro l’addetto al bancone.
L’ordine è perentorio, urlato con voce ferma per stroncare sul nascere qualsiasi abbozzo di reazione. Senza attendere i movimenti del dipendente pietrificato dalla paura, il rapinatore scavalca la barriera del bancone, allunga le mani verso la cassa e arraffa l’incasso della giornata: circa 400 euro in contanti. Poi scompare rapidamente verso l’uscita.
La fuga a bordo di uno scooter Honda SH nero sembra procedere secondo i piani, ma il rapinatore non ha fatto i conti con il coraggio e la lucidità della farmacista. La donna, superato il primo momento di shock, si lancia all’esterno del locale guadagnando la strada; un’azione fulminea che le permette di fissare con precisione chirurgica la sequenza alfanumerica della targa prima che lo scooter sparisca nel traffico di quartiere.
Quando i militari della Centrale Operativa giungono sul posto per i primi rilievi, hanno già in mano il primo fondamentale tassello dell’indagine.
Il secondo colpo di grazia arriva dall’esame dei sistemi di videosorveglianza ad alta definizione installati dentro e fuori la farmacia. I fotogrammi isolati dagli investigatori mostrano una sequenza chiara, in particolare su due dettagli corporei che il casco non è riuscito a celare: una vistosa scritta in caratteri cinesi tracciata sul lato sinistro del collo e una complessa composizione di tatuaggi sul dorso della mano destra, proprio quella usata per impugnare la finta arma.
Gli accertamenti incrociati sulla targa dell’SH portano all’intestataria del mezzo, una giovane donna residente nella zona. Per i Carabinieri è il momento di scavare nella vita privata della proprietaria del veicolo. La svolta arriva scandagliando il profilo TikTok della giovane: tra brevi video di vita quotidiana e scatti di coppia, compare il volto del 46enne.
Ma soprattutto compaiono, in primissimo piano, la medesima ideografia sul collo e gli stessi disegni sulla mano destra. Il confronto con il cartellino fotosegnaletico presente nei database delle forze dell’ordine azzera qualsiasi margine di dubbio.
Mentre scatta una serrata caccia all’uomo tra i reticoli urbani di Barra e San Giovanni a Teduccio, i militari raggiungono la compagna dell’indiziato e la conducono in caserma per chiarirne la posizione. È qui che la vicenda assume contorni quasi surreali. Il cellulare della donna comincia a squillare ripetutamente. Dall’altro capo del filo c’è il latitante che, preso dal panico non per sé ma per le sorti della donna, chiama a ripetizione.
Con lo smartphone impostato in modalità vivavoce proprio davanti agli operanti, gli investigatori ascoltano in diretta le ansie dell’uomo. Capendo che la sua posizione rischia di travolgere legalmente anche la compagna — a cui aveva sottratto lo scooter a sua insaputa —, il 46enne abbandona il proposito iniziale di raggiungere la Stazione Centrale di Napoli per far perdere definitivamente le proprie tracce. Cambia percorso, sale su un autobus di linea e decide di consegnarsi.
All’alba si presenta spontaneamente agli uffici del Comando. Di fronte ai Carabinieri verbalizza una confessione completa: ammette la rapina, conferma l’uso della pistola giocattolo poi gettata via insieme a casco, giacca e occhiali durante la corsa, e ribadisce di aver fatto tutto da solo. “Mi costituisco per amore, per togliere la mia compagna dai guai”, ripete più volte davanti ai militari.
Per il 46enne è scattato il fermo d’indiziato di delitto con l’accusa di rapina aggravata. Il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Napoli ne ha disposto l’immediato trasferimento nella casa circondariale, in attesa dell’udienza di convalida del fermo da parte del GIP.
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