

Nella foto Raffaele Testa
Napoli – Dovrà spiegare al Giudice per le Indagini Preliminari le ragioni di una reazione tanto brutale quanto sproporzionata. Ma, soprattutto, dovrà chiarire come si sia procurato la pistola usata per fare fuoco e chi gliel’abbia fornita. Si trova ora rinchiuso nel carcere di Poggioreale Raffaele Testa, 42enne originario della zona del Cavone con precedenti di polizia, sottoposto a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio e possesso illegale di arma da fuoco.
I fatti si sono consumati all’interno dell’officina “Baldini Moto” di via Salvator Rosa, una delle strutture più note e attrezzate della zona. Testa pretendeva la riparazione immediata del proprio scooter. Il meccanico dell’attività, ha tentato invano di spiegargli che il guasto segnalato richiedeva una verifica approfondita e che avrebbe dovuto attendere il tempo necessario.
Di fronte al rifiuto, il 42enne ha dato in escandescenze, alzando i toni fino alla minaccia esplicita: «Me ne vado, ma torno tra poco e ti sparo», avrebbe urlato prima di allontanarsi a passo svelto.
Poco dopo, la minaccia si è trasformata in realtà. Rispuntato all’esterno del locale impugnando una pistola, Testa ha fatto fuoco all’indirizzo del dipendente, ferendolo al piede sinistro per poi dileguarsi a piedi tra il traffico della strada. L’allarme è scattato immediatamente di fronte ai tanti passanti presenti. Soccorso dai sanitari del 118, il meccanico è stato trasportato all’ospedale Pellegrini, dove è stato trattenuto in osservazione: le sue condizioni non destano preoccupazione e la ferita è stata giudicata guaribile in pochi giorni.
Gli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Mario Grassia, e i colleghi del commissariato Dante si sono messi subito sulle tracce dell’aggressore. La perquisizione nell’abitazione del 42enne ha dato esito negativo, con l’uomo rimasto irreperibile per tutta la notte.
La svolta è arrivata la mattina seguente quando Testa, ormai accerchiato dagli inquirenti e consapevole della gravità della posizione, si è presentato negli uffici di via Medina accompagnato dal suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanna Limpido.
Nel corso dell’interrogatorio, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità fornendo però la sua versione dei fatti: ha sostenuto di essere esasperato da continui difetti al motore e di aver impugnato l’arma solo per esplodere un colpo a terra a scopo intimidatorio, ferendo la vittima per puro caso. Ricostruzione ora al vaglio del pm Ivana Fulco, che ha disposto il trasferimento a Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida del fermo da parte del gip.
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