Dopo la bocciatura degli emendamenti, il Governo segnala una svolta: trattare il bradisismo come una questione strutturale e non solo emergenziale, con campagne di ascolto ai comuni e azioni concrete per sfollati e infrastrutture.


Campi Flegrei, cambio di passo: il bradisismo non è più emergenza ma tema strutturale già al centro dell'agenda
Il dibattito sul bradisismo nei Campi Flegrei vive oggi una svolta politica: il Governo ha indicato un cambio di passo, passando dall’emergenza alla gestione strutturale del fenomeno. È quanto emerge dopo la bocciatura degli emendamenti in Commissione alla Camera nell’ambito del decreto-legge dedicato. La percezione diffusa tra i sindaci della zona è che si stia avanzando verso una cornice di lungo periodo, non più legata a eventi contingenti.
Secondo una nota del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, la cifra della giornata è chiara: «È un passo in avanti quello avvenuto oggi da parte del Governo» e «è proprio quello che abbiamo chiesto noi sindaci». La lettura è che le dichiarazioni del ministro Nello Musumeci e gli orientamenti provenienti da Palazzo Chigi testimonino la volontà di affrontare la crisi bradisismica come parte strutturale della gestione territoriale, non come un’emergenza episodica.
Il lavoro coordinato dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che ha accompagnato la stagione estiva, viene indicato come base utile per muoversi rapidamente verso azioni concrete. Tuttavia, la vera partita resta nelle voci e nei fatti: i sindaci chiedono risposte immediate agli sfollati, interventi su case, scuole e costoni, e la stabilizzazione della situazione attraverso strumenti di gestione pubblica sul lungo periodo, inclusa l’assunzione di personale per fronteggiare il bradisismo nel tempo.
Nel contesto, Della Ragione sottolinea la necessità di passi concreti: «Ora però bisogna passare ai fatti, e presto», e invita Roma a tradurre gli impegni in atti concreti. Il richiamo è chiaro anche per le amministrazioni locali, che hanno visto negli ultimi tre anni una costante collaborazione e ora chiedono coerenza tra quanto annunciato e ciò che sarà realizzato sul territorio.
In assenza di ulteriori indicazioni operative immediate, la cornice resta questa: dal livello centrale servono misure tangibili per assistere gli sfollati e per mettere in sicurezza case e infrastrutture, insieme a piani di intervento mirati sulle scuole e sui costoni. Il comando è chiaro: cambiare la narrazione dall’emergenza permanente a una gestione programmata e sostenibile del bradisismo, mettendo al centro la sicurezza dei residenti e la stabilità delle comunità della zona.
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