

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
È nata nel 1851, quando una goletta americana riuscì a sorprendere la flotta britannica nelle acque dell’Isola di Wight. Da allora l’America’s Cup ha attraversato guerre, rivoluzioni tecnologiche, sfide leggendarie e cambiamenti radicali nel modo di interpretare la vela. Dopo 176 anni, il viaggio della Coppa America arriva per la prima volta in Italia: nel 2027 sarà Napoli a ospitare la competizione.
Il conto alla rovescia è già iniziato. La città partenopea non sarà soltanto il teatro della 38ª Louis Vuitton America’s Cup: nel settembre 2026 ospita anche una delle tappe della Road to Naples, la Regata Preliminare in programma dal 24 al 27 settembre nella Baia di Napoli.
Ma per capire perché l’arrivo dell’America’s Cup a Napoli rappresenti un passaggio storico bisogna tornare indietro di oltre un secolo e mezzo.
La storia della Coppa America comincia il 22 agosto 1851.
A Cowes, sull’Isola di Wight, quindici yacht si schierarono per una regata di circa 55 miglia attorno all’isola. Tra le imbarcazioni c’era la goletta americana America, appartenente a un gruppo di velisti statunitensi.
L’imbarcazione proveniente dagli Stati Uniti riuscì a battere la flotta britannica e conquistò la R.Y.S. £100 Challenge Cup.
La Coppa attraversò quindi l’Atlantico e arrivò negli Stati Uniti. Nel 1857 gli armatori della goletta America donarono il trofeo al New York Yacht Club attraverso il celebre Deed of Gift, stabilendo le basi per quella che sarebbe diventata l’America’s Cup.
Il nome della competizione deriva proprio dall’imbarcazione vincitrice di quella storica regata.
Per più di un secolo il trofeo rimase negli Stati Uniti.
Il New York Yacht Club difese la Coppa per 132 anni, trasformando l’America’s Cup in una competizione caratterizzata dalla sfida tra il defender, cioè il detentore del trofeo, e il challenger, lo sfidante che prova a conquistarlo.
Tra il 1870 e il 1920 New York ospitò tredici difese dell’America’s Cup. Successivamente il teatro principale delle regate si spostò a Newport, nel Rhode Island, dove la competizione rimase fino alla storica edizione del 1983.
Quella del 1983 fu una delle svolte più importanti nella storia della Coppa America.
Dopo 132 anni di dominio, il New York Yacht Club perse il trofeo contro l’Australia II, interrompendo una delle più lunghe strisce di vittorie nella storia dello sport internazionale.
L’America’s Cup entrò così nella sua era moderna.
Nel 1987 la competizione si disputò a Fremantle, in Australia, ma il defender australiano non riuscì a mantenere il trofeo. Dennis Conner riportò infatti la Coppa negli Stati Uniti con Stars & Stripes, battendo Kookaburra III.
La grande svolta successiva arrivò nel 1995.
A San Diego la Nuova Zelanda conquistò per la prima volta l’America’s Cup. Team New Zealand, guidato da Russell Coutts e con Sir Peter Blake tra i protagonisti, portò il trofeo al Royal New Zealand Yacht Squadron.
Da quel momento la Nuova Zelanda sarebbe diventata una delle grandi potenze della storia della competizione.
Nel 2000 il trofeo approdò ad Auckland.
Per la prima volta l’America’s Cup veniva difesa al di fuori degli Stati Uniti. Team New Zealand riuscì a mantenere la Coppa battendo Luna Rossa per 5-0.
Tre anni dopo, però, arrivò una nuova rivoluzione.
Nel 2003 la sfida venne conquistata da Alinghi, il team svizzero guidato da Ernesto Bertarelli. La Svizzera diventò così la prima nazione europea a conquistare l’America’s Cup dal momento della nascita della competizione.
La Coppa avrebbe poi attraversato Valencia, San Francisco, Bermuda e nuovamente Auckland, seguendo l’alternanza tra defender e challenger che da sempre caratterizza la competizione.
In questo percorso l’Italia ha costruito una storia particolare.
Luna Rossa nasce nel 1997 a Punta Ala e debutta nell’America’s Cup nell’edizione del 2000 ad Auckland. La prima campagna è subito memorabile: il team italiano vince le Challenger Selection Series e conquista il diritto di affrontare Team New Zealand nel Match per la Coppa.
La sfida finisce 5-0 per i neozelandesi, ma l’esperienza di Luna Rossa segna l’inizio di una presenza italiana destinata a durare nel tempo.
Nel 2003 Luna Rossa diventa Challenger of Record, mentre nel 2007, a Valencia, raggiunge nuovamente la finale delle selezioni degli sfidanti.
Nel 2013 il team italiano partecipa alla 34ª America’s Cup a San Francisco, in un’edizione che rappresenta anche un passaggio tecnologico fondamentale per la competizione: è l’epoca dei grandi catamarani dotati di foil, capaci di sollevarsi dall’acqua e raggiungere velocità fino ad allora impensabili per una competizione velica di questo livello.
Nel 2021 Luna Rossa torna al Match di Auckland dopo aver vinto la Prada Cup, ma Team New Zealand conquista nuovamente il trofeo.
Nel 2024, a Barcellona, il team italiano disputa per la quinta volta la finale delle Challenger Selection Series.
La storia dell’America’s Cup non è soltanto una successione di vincitori e sconfitte.
È anche la storia dell’evoluzione tecnologica della vela.
Nel corso dei decenni sono cambiate le classi delle imbarcazioni: dalle grandi J-Class si è passati ai 12 Metri, poi agli America’s Cup Class e successivamente ai catamarani e ai moderni monoscafi foiling.
L’edizione 2021 ha segnato un altro momento decisivo con l’introduzione degli AC75, monoscafi dotati di foil laterali capaci di sollevare lo scafo dall’acqua.
La 38ª America’s Cup continuerà su questa strada: i team gareggeranno nuovamente con gli AC75, mentre gli AC40 saranno utilizzati per le Regate Preliminari, la Youth America’s Cup e la Women’s America’s Cup. Gli AC75 saranno condotti da cinque velisti e i sistemi delle imbarcazioni saranno alimentati a batteria.
L’ultima edizione dell’America’s Cup si è disputata nel 2024 a Barcellona.
Emirates Team New Zealand ha difeso con successo il trofeo contro INEOS Britannia, conquistando la Coppa per la terza volta consecutiva.
Dopo la vittoria neozelandese è iniziato il percorso che avrebbe portato alla scelta della nuova sede.
Il 15 maggio 2025 è arrivato l’annuncio ufficiale: l’Italia avrebbe ospitato la 38ª Louis Vuitton America’s Cup e Napoli sarebbe stata la città sede.
È un passaggio senza precedenti. Per la prima volta nella storia della competizione, sia la Louis Vuitton Cup sia l’America’s Cup Match si svolgeranno in Italia.
Il rapporto tra Napoli e la Coppa America, però, non nasce nel 2027.
La città aveva già ospitato le America’s Cup World Series nel 2012 e nel 2013, portando per la prima volta nel Golfo le imbarcazioni e gli equipaggi della competizione.
Proprio quell’esperienza è stata ricordata anche da Grant Dalton, CEO di Emirates Team New Zealand, nel percorso che ha portato alla scelta di Napoli come sede della 38ª edizione.
Nel 2027, però, il livello sarà completamente diverso: Napoli ospiterà infatti l’intera fase decisiva della competizione.
Il programma della 38ª America’s Cup si svilupperà tra la primavera e l’estate del 2027.
Prima del Match vero e proprio ci sarà la Louis Vuitton Cup, cioè la Challenger Selection Series che determinerà quale degli sfidanti conquisterà il diritto di affrontare il defender, Emirates Team New Zealand.
Il Match per l’America’s Cup inizierà il 10 luglio 2027 nelle acque di Napoli.
Il campo di regata sarà quindi il Golfo di Napoli, con il lungomare partenopeo come punto di osservazione privilegiato per il pubblico.
La base logistica e operativa dei team sarà invece allestita nell’area di Bagnoli. Il progetto inserisce l’evento anche nel più ampio processo di rigenerazione urbana dell’area occidentale della città.
Il 2027, però, non è l’unico appuntamento.
Napoli sta già vivendo la propria America’s Cup.
Dal 24 al 27 settembre 2026, infatti, la città ospita la seconda Regata Preliminare della 38ª edizione nella Baia di Napoli. Le gare vengono disputate a bordo degli AC40, monoscafi foiling più piccoli degli AC75, capaci di superare i 40 nodi.
L’evento non assegna punti per la competizione principale del 2027, ma rappresenta una tappa importante nel percorso di preparazione dei team.
Il programma prevede otto regate di flotta e una finale di match race tra le prime due imbarcazioni classificate. Il Race Village è stato allestito alla Rotonda Diaz, con accesso gratuito per il pubblico.
È, di fatto, il primo assaggio dell’America’s Cup che Napoli vivrà nel 2027.
La presenza italiana rende ancora più particolare l’appuntamento napoletano.
Luna Rossa parteciperà alla 38ª America’s Cup rappresentando il Circolo del Remo e della Vela Italia. Per il team si tratta della settima sfida nella storia della Coppa.
Dalla prima partecipazione del 2000 sono trascorsi più di 25 anni e nel frattempo Luna Rossa è diventata una presenza costante ai vertici della competizione.
Nel 2027, però, lo scenario sarà inedito: per la prima volta la squadra italiana affronterà la Coppa America nelle acque del proprio Paese.
La storia dell’America’s Cup è iniziata con una regata attorno all’Isola di Wight, quando la goletta America sfidò e batté le migliori imbarcazioni britanniche.
Da allora il trofeo ha attraversato continenti e generazioni: è rimasto per 132 anni nelle mani del New York Yacht Club, è passato all’Australia, è tornato negli Stati Uniti, è stato conquistato dalla Nuova Zelanda e dalla Svizzera e ha accompagnato alcune delle più importanti rivoluzioni tecnologiche della vela.
Nel frattempo anche l’Italia ha costruito la propria storia, soprattutto attraverso Luna Rossa.
Ora il viaggio arriva a Napoli.
Nel settembre 2026 la città ospita la prima grande prova della Road to Naples. Nell’estate del 2027, invece, il Golfo diventerà per la prima volta nella storia il teatro del Match dell’America’s Cup.
Dai 55 miglia percorse nel 1851 attorno all’Isola di Wight alle regate con gli AC75 davanti al lungomare partenopeo: 176 anni dopo la nascita della Coppa America, la storia approda a Napoli.
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