Turismo a Napoli sotto pressione: le critiche di Amedeo Conte

Nonostante un numero stabile di visitatori, Napoli fatica a valorizzare il proprio potenziale turistico a causa di servizi di bassa qualità e un abusivismo diffuso. La nuova legge regionale sul trasporto attende applicazioni concrete per migliorare la situazione.

Napoli si trova a un bivio nel settore turistico: i flussi di visitatori non mancano, ma la qualità complessiva dell’offerta e la gestione dei servizi lasciano a desiderare. Secondo Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania e CEO di Worldtours, i guadagni del comparto non sono proporzionati agli sforzi e ai costi sostenuti, in un contesto segnato da un dilagante abusivismo.

Il problema non riguarda tanto il numero assoluto di arrivi, quanto il rapporto tra quanto i turisti pagano e ciò che effettivamente ricevono. Napoli non riesce infatti a competere con altre destinazioni sul piano della qualità e dell’efficienza, con una percezione che si discosta dalla realtà dei dati ufficiali. Conte sottolinea come i flussi vengano misurati con strumenti poco affidabili, creando una narrazione che non rispecchia le difficoltà concrete, tra cui il calo di scali portuali, la limitata espansione dell’aeroporto di Capodichino e la congestione cittadina aggravata dai numerosi cantieri.

Sul fronte del trasporto, la situazione appare frammentata e penalizzante per gli operatori regolari. La moltiplicazione delle zone a traffico limitato, le nuove restrizioni per il carico e scarico, le tariffe di sosta crescenti e i checkpoint creano una rete di regole disomogenee che gravano sui costi e sulle operazioni di chi opera nel rispetto delle normative. Al contrario, chi esercita abusivamente non subisce le stesse limitazioni, alimentando un clima di concorrenza sleale.

La legge regionale 22 luglio 2024, n. 10, entrata in vigore di recente, ha introdotto nuove regole per il trasporto pubblico non di linea in Campania, inclusi taxi, noleggio con conducente e autobus. Un registro telematico è operativo dall’11 maggio 2026 per monitorare le imprese del settore. Tuttavia, secondo Conte, è necessario che gli enti locali e le autorità di controllo definiscano rapidamente modalità e tempi precisi per i controlli, altrimenti la situazione di abusivismo e scarsa qualità si perpetuerà, erodendo ulteriormente i margini di chi rispetta le regole.

L’appello degli operatori è chiaro: senza un intervento deciso e coordinato, il turismo a Napoli rischia di rimanere bloccato in una fase di stagnazione, con un’offerta che non riesce a valorizzare appieno le potenzialità della città e della sua area costiera.

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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