

L'area liberata dopo la demolizione
Sorrento – Si è conclusa nella giornata di ieri venerdì 7 agosto una lunga vicenda giudiziaria e amministrativa legata all’abusivismo edilizio in Costiera sorrentina. A Sorrento, in via Santa Lucia 27, è stato infatti demolito un manufatto abusivo destinato ad abitazione, di proprietà dei coniugi Michelangelo Scannapieco e Maria Elefante, in esecuzione dell’ordine definitivo emesso dal Tribunale di Torre Annunziata.
L’abbattimento dà attuazione alla sentenza di condanna n. 138 del 28 febbraio 2007, divenuta irrevocabile l’11 dicembre dello stesso anno, chiudendo una vicenda durata quasi diciannove anni e caratterizzata da numerosi tentativi di rinviare o evitare l’esecuzione del provvedimento.
L’immobile demolito sviluppava un volume di circa 400 metri cubi ed era stato realizzato in una zona particolarmente tutelata sotto il profilo urbanistico e ambientale.
Il fabbricato ricadeva infatti in area agricolo-ambientale secondo il Piano Urbanistico Comunale, nella zona di riqualificazione insediativa e ambientale prevista dal Piano Urbanistico Territoriale, oltre a essere sottoposto a vincolo paesaggistico ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e a vincolo sismico.
Proprio per queste caratteristiche, le opere erano state giudicate non condonabili e prive dei requisiti necessari per ottenere qualsiasi forma di sanatoria.
Nel corso degli anni il Comune di Sorrento aveva emesso diverse ordinanze di demolizione, rimaste senza esecuzione.
L’inottemperanza aveva comportato l’acquisizione dell’immobile al patrimonio indisponibile dell’ente comunale. Nonostante ciò, il manufatto era rimasto nella disponibilità dei proprietari, dando origine a un lungo contenzioso amministrativo e giudiziario.
Nel 2024 la Procura aveva autorizzato un’autodemolizione richiesta dagli stessi proprietari. L’autorizzazione, tuttavia, venne successivamente revocata dopo aver accertato che gli interventi erano stati effettuati soltanto in maniera parziale.
Successivamente i proprietari avevano presentato un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’articolo 36-bis del Testo Unico dell’Edilizia, respinta dal Comune di Sorrento nel settembre 2025.
Anche il successivo ricorso al Tar Campania non ha avuto esito favorevole: il 12 maggio 2026 i giudici amministrativi hanno rigettato sia la richiesta di annullamento del provvedimento sia l’istanza cautelare di sospensione.
L’ultimo tentativo è arrivato davanti al Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Torre Annunziata che, il 22 giugno scorso, ha respinto sia la richiesta di revoca o sospensione dell’ordine di demolizione sia una nuova istanza di autodemolizione.
Ultimate tutte le procedure, il 7 agosto sono state completate le operazioni di abbattimento del manufatto.
L’intervento è stato coordinato dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sorrento con il supporto della Compagnia dei Carabinieri, della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale, garantendo lo svolgimento in sicurezza delle operazioni.
L’esecuzione della demolizione rappresenta un ulteriore tassello nell’azione della Procura di Torre Annunziata contro l’abusivismo edilizio, fenomeno che continua a rappresentare una delle principali criticità della Penisola sorrentina e dell’area vesuviana.
La vicenda conferma come, anche dopo un lungo iter processuale durato quasi due decenni e numerosi tentativi di ottenere sanatorie o sospensioni, gli immobili dichiarati insanabili e realizzati in aree sottoposte a particolari vincoli ambientali e paesaggistici siano destinati, una volta esauriti tutti i rimedi giudiziari, a essere definitivamente abbattuti per ripristinare la legalità urbanistica e tutelare il territorio.
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