Il rione Berlingieri a Napoli è teatro di continue tensioni criminali segnate dalle cosiddette 'stese', azioni intimidatorie con armi a salve o petardi. Approfondiamo il contesto storico, le dinamiche tra i clan e le conseguenze sociali di questa escalation di violenza.


Negli ultimi anni, alcune aree periferiche di Napoli sono state teatro di un fenomeno criminale noto come “stese”, ossia azioni intimidatorie che prevedono l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in aria, spesso con armi a salve, per riaffermare il controllo del territorio da parte dei clan. Tra queste zone, il rione Berlingieri a Secondigliano rappresenta uno dei punti più caldi, dove le tensioni tra gruppi criminali si sono acuite, generando un clima di insicurezza per i residenti.
La “stesa” è una forma di intimidazione che non mira necessariamente a causare vittime, ma a inviare un messaggio forte e chiaro di dominio e presenza sul territorio. Di solito avviene con spari in aria o con colpi a salve, accompagnati talvolta dall’esplosione di petardi. Questo tipo di azione è spesso utilizzata da giovani leve della malavita per dimostrare forza, soprattutto in periodi di vuoto di potere o rivalità interne.
Il rione Berlingieri è storicamente legato al clan della Vanella Grassi, alleato con i Grimaldi, che esercitano un controllo consolidato sulla zona. Tuttavia, la presenza di altri gruppi come Amato-Pagano e Licciardi nei territori limitrofi rende la situazione più complessa e instabile. Negli ultimi mesi, nuovi gruppi hanno cercato di approfittare delle tensioni interne e degli arresti di figure chiave per conquistare spazi e attività illecite, scatenando una fase di instabilità caratterizzata da sparatorie, accoltellamenti e altre forme di violenza.
Le “stese” e gli episodi di violenza incidono profondamente sulla vita quotidiana dei residenti, generando paura e insicurezza. Le famiglie sono spesso costrette a modificare le proprie abitudini per evitare di trovarsi in situazioni di pericolo. Inoltre, la presenza di giovani coinvolti in questi scontri segnala un problema sociale più ampio, legato a mancanza di opportunità e a una trasmissione generazionale della cultura criminale.
Le forze dell’ordine continuano a monitorare con attenzione la situazione, cercando di ricostruire gli equilibri tra i gruppi criminali e di prevenire ulteriori escalation di violenza. L’episodio recente di un allarme per una “stesa” con arma a salve, seppur risultato un falso allarme, conferma la tensione ancora molto alta e la necessità di un intervento strutturato che coinvolga non solo la repressione, ma anche politiche sociali e di inclusione.
In sintesi, comprendere il fenomeno delle “stese” nel rione Berlingieri significa entrare nel cuore di una realtà complessa, fatta di storia criminale, conflitti interni ai clan e impatto sulle persone che vivono queste periferie quotidianamente.
Da leggere anche: questo approfondimento nasce da un fatto raccontato nell’articolo Napoli, stesa al rione Berlingieri: usata un’arma a salve, che ha aperto un tema più ampio da spiegare e contestualizzare.
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