

Fabio Tamburrini e Salvatore Turrisi
Roma – “Il centenario è certamente un traguardo importante, ma non lo interpretiamo come un punto di arrivo. Per noi è l’occasione per rileggere una storia industriale che si intreccia con alcune grandi trasformazioni del Paese”. Lo ha affermato Salvatore Turrisi, presidente di Sielte, a Villa Miani, a Roma, in occasione dell’evento per il centenario dell’azienda, dal titolo ‘Una storia che unisce l’Italia’.
Nel corso del dialogo con Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor, dedicato al tema ‘Un secolo di connessioni per il futuro del Paese’, Turrisi ha ricordato il percorso compiuto da Sielte dalla fondazione, nel 1925, fino alle grandi trasformazioni delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali.
“Sielte nasce in una fase in cui il telefono era una delle infrastrutture della modernità. Da allora ha accompagnato l’evoluzione delle reti, delle telecomunicazioni, della fibra ottica, dei sistemi digitali- ha sottolineato Turrisi- Arrivare a cento anni significa avere radici solide, ma anche una responsabilità nuova. Un’impresa con questa storia non può limitarsi a custodire il passato. Deve continuare a interpretare il cambiamento, investire sulle competenze e contribuire alla modernizzazione del Paese”.
Per il presidente di Sielte, «il centenario è un momento che ci ricorda da dove veniamo, ma che soprattutto ci obbliga a guardare ai prossimi decenni con ancora maggiore responsabilità».
Meloni: “Sviluppo delle infrastrutture digitali è asset strategico per sostenere la competitività del Sistema Italia”
“Compiere cento anni è un traguardo straordinario, uno di quelli che merita un momento di festa e un’occasione di riflessione. Tanto più quando a essere celebrati sono il lavoro, la dedizione, l’ingegno di generazioni che hanno contribuito a fare dell’Italia una Nazione forte, moderna e competitiva sullo scenario globale. Le imprese sono il motore del benessere, dello sviluppo e della prosperità dell’Italia.
E chi, come voi, si occupa di innovazione, connettività e digitalizzazione, soprattutto in un’epoca di grandi trasformazioni come quella che stiamo vivendo, ha una duplice responsabilità: custodire un patrimonio di competenze che ha fatto la storia, e contribuire a gettare le fondamenta del nostro futuro. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali rappresenta, infatti, un asset strategico per sostenere la competitività del Sistema Italia, per creare occupazione stabile e di qualità, per rendere la nostra Nazione sempre più attrattiva per gli investimenti, per migliorare la qualità della vita dei cittadini”. Cosi Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel massaggio inviato all’evento per il centenario di Sielte a Villa Miani (Roma).
Tanti e di grande importanza i temi toccati durante l’evento. Dal Pnrr alla connettività, dalla formazione alla sovranità tecnologica.
Nel post-Pnrr la sfida è passare dalla costruzione alla gestione delle infrastrutture
“Il Pnrr- ha affermato ancora Turrisi- ha avuto un ruolo fondamentale perché ha accelerato investimenti che l’Italia non poteva più rinviare, in particolare sulla connettività ultraveloce e sulla riduzione dei divari infrastrutturali. Ora, però, si apre una fase diversa, forse meno visibile ma altrettanto decisiva”.
Secondo il presidente di Sielte, dopo la stagione della costruzione massiva delle reti “bisogna entrare nella fase della gestione, della manutenzione evoluta, dell’integrazione e della valorizzazione delle infrastrutture realizzate”. Il tema, ha aggiunto, “non è più solo costruire reti, ma farle funzionare nel tempo, renderle resilienti, sicure e capaci di abilitare nuovi servizi”.
“È il passaggio da una logica di building a una logica di operating- ha proseguito- Questo riguarda le telecomunicazioni, ma anche energia, trasporti, smart city, pubblica amministrazione digitale e infrastrutture critiche. La vera sfida del post-Pnrr sarà evitare che le competenze accumulate si disperdano e trasformarle in una base stabile di modernizzazione industriale”.
Connettività è infrastruttura strategica, serve a competitività e sicurezza del Paese
“La connettività non è più soltanto un servizio tecnologico. È una condizione di competitività, sicurezza e autonomia per il Paese” ha detto ancora Turrisi- Senza reti efficienti, sicure e resilienti non funzionano pienamente l’industria, la pubblica amministrazione, la sanità digitale, i trasporti, l’energia e la gestione dei dati. In un contesto internazionale più instabile, le infrastrutture digitali sono anche infrastrutture critiche. Proteggerle, garantirne la continuità e renderle resilienti significa tutelare una parte essenziale del funzionamento del Paese”.
Per il presidente di Sielte, “il lavoro di aziende come la nostra va letto in una prospettiva più ampia. Non lavoriamo soltanto su cavi, apparati o piattaforme. Lavoriamo su sistemi che abilitano servizi essenziali. La sicurezza, la qualità, la manutenzione e la capacità di intervento diventano elementi centrali della sovranità tecnologica e industriale italiana”.
Il futuro passa da formazione, giovani e diversificazione industriale
“Il futuro digitale del Paese non è qualcosa di astratto. È fatto di reti, infrastrutture, sicurezza, dati, energia, trasporti, pubblica amministrazione, formazione, lavoro tecnico” ha sottolineato poi Salvatore Turrisidurante l’evento per i 100 anni di Sielte.
Nei prossimi anni «serviranno infrastrutture più sicure, più integrate, più sostenibili e meglio gestite», ma anche “una filiera industriale capace di non disperdere le competenze accumulate e di orientarle verso nuovi mercati”. In questo quadro, ha aggiunto, la formazione professionale diventa decisiva: “La transizione digitale si porta a compimento grazie a tecnici, manutentori, progettisti, persone capaci di intervenire sulle infrastrutture reali”.
Quanto al piano industriale, il presidente ha indicato tre direttrici: “Consolidamento, diversificazione e innovazione”. Il consolidamento riguarda “il nostro storico presidio nelle telecomunicazioni e nelle infrastrutture di rete”; la diversificazione “l’ampliamento verso energia, trasporti, infrastrutture critiche, smart city, pubblica amministrazione digitale, sicurezza e manutenzione predittiva”; l’innovazione “cybersecurity, cloud, IoT, sistemi di controllo, piattaforme digitali, gestione dei dati e servizi ad alto valore aggiunto”.
“Sielte vuole continuare a fare la propria parte- ha concluso Turrisi sul tema- con la forza della sua storia, ma soprattutto con la responsabilità di contribuire ai prossimi cento anni di innovazione e sviluppo del Paese”.
Europa si gioca sulle reti una parte della propria sovranità tecnologica
“Nell’economia digitale globale, dominata dai grandi operatori internazionali del cloud, dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme, le reti di telecomunicazione rappresentano uno degli ultimi ambiti in cui l’Europa può ancora esprimere una reale leadership industriale e tecnologica- ha affermato ancora Turrisi- Operatori di rete, imprese tecnologiche, produttori di apparati e centri di ricerca rappresentano un ecosistema che consente all’Europa di mantenere il controllo delle infrastrutture fisiche su cui si fonda l’intera economia digitale. Difendere e rafforzare questa filiera significa investire non solo nella competitività, ma anche nell’autonomia strategica del continente”.
Secondo il presidente di Sielte, l’Italia può svolgere un ruolo di primo piano in questo scenario: “Per posizione geografica, infrastrutture terrestri e collegamenti sottomarini, il nostro Paese può diventare uno dei principali punti di interconnessione dei flussi di dati tra Europa, Africa e Asia. È una prospettiva che richiede investimenti, visione industriale e la capacità di valorizzare competenze e infrastrutture costruite in questi anni”.
“Le reti non sono più soltanto un’infrastruttura di servizio- ha quindi concluso Turrisi- Sono un asset strategico sul quale si misurano la capacità competitiva dell’Europa e il ruolo che l’Italia potrà svolgere nei prossimi decenni”.
In conclusione, “i primi 100 anni di Sielte sono il punto di svolta per una nuova pagina di storia dell’azienda, che punta ad accompagnare e sostenere la transizione digitale del sistema-Paese nei prossimi anni– ha chiosato il presidente Turrisi- Un piano a cui dare forma attraverso l’ampliamento e il consolidamento della presenza in ambiti strategici come il software, le applicazioni Ict, la mobilità intelligente, l’energia e le soluzioni digitali. Sielte non più solo come realizzatore di reti fisiche, ma partner della transizione digitale italiana”.
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