

Condannato boss Giannetti e i suoi complici
Napoli – È la figura di Salvatore Giannetti, detto “’o scorpione”, ritenuto dagli inquirenti capo zona del clan Mazzarella a San Giovanni a Teduccio, a emergere come perno dell’intera vicenda. Secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stato lui a guidare e coordinare la spedizione punitiva nei confronti di due uomini accusati di aver fatto sparire un’Audi Rs3 dal valore di circa 80mila euro.
Un episodio considerato uno “sgarro” grave, maturato in un contesto criminale dove il controllo del territorio e il rispetto delle gerarchie restano centrali. La vettura, secondo le indagini, era stata noleggiata per essere utilizzata in una truffa, ma la sua scomparsa avrebbe fatto scattare una reazione violenta.
Sei condanne per il sequestro, le violenze e le minacce di morte ai danni di due uomini accusati di aver fatto sparire un’Audi Rs3 da circa 80mila euro. È il verdetto del gup di Napoli, Gabriella Ambrosino, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.
La pena più alta è stata inflitta a Salvatore Giannetti, detto “’o scorpione”, ritenuto dagli inquirenti capo zona del clan Mazzarella a San Giovanni a Teduccio, condannato a 10 anni, 8 mesi e 20 giorn
Le due vittime furono rintracciate e sequestrate dal gruppo. Condotte con la forza in un appartamento di San Giovanni a Teduccio, vennero picchiate e minacciate di morte in quello che gli investigatori descrivono come un vero e proprio regolamento di conti.
L’abitazione fu trasformata in una prigione improvvisata, dove i due uomini vissero momenti di forte pressione psicologica e violenza fisica. L’obiettivo, secondo l’accusa, era duplice: recuperare l’auto o il suo valore economico e ribadire il controllo del gruppo sul territorio.
A interrompere la spirale di violenza fu l’intervento dei carabinieri, allertati dalla compagna di una delle vittime. La donna, insospettita dalla scomparsa, fece scattare l’allarme consentendo ai militari di localizzare rapidamente il covo.
Il blitz nell’abitazione della zona orientale di Napoli portò alla liberazione degli ostaggi e all’arresto in flagranza dei sequestratori, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ancora più gravi.
Il quadro accusatorio si è arricchito anche di un ulteriore elemento: dopo i fatti, una delle vittime sarebbe stata contattata da un emissario riconducibile agli imputati, con l’obiettivo di convincerla a ritirare la denuncia.
Un tentativo di inquinamento probatorio che confermerebbe, secondo gli investigatori, la capacità del gruppo di esercitare pressioni anche nella fase successiva agli arresti.
La giudice per l’udienza preliminare Gabriella Ambrosino ha inflitto pene significative, pur inferiori rispetto alle richieste della procura:
Salvatore Giannetti “’o scorpione”: 10 anni, 8 mesi e 20 giorni
Antonio Martori: 10 anni, 6 mesi e 20 giorni
Salvatore De Filippo: 10 anni e 20 giorni
Giuseppe Ciccarelli: 9 anni, 11 mesi e 2 giorni
Mario Amaro: 9 anni, 11 mesi e 3 giorni
Arturo Lama: 6 anni, 6 mesi e 4 giorni
Per Lama è arrivata l’assoluzione dall’accusa di lesioni gravi, mentre è stata confermata la responsabilità per il sequestro di persona a scopo di estorsione.
Il pubblico ministero aveva chiesto 20 anni per cinque imputati ritenuti vicini al clan Mazzarella e 14 anni per Lama.
Nella sentenza, il gup ha escluso l’aggravante dell’agevolazione del clan Mazzarella, pur riconoscendo la sussistenza del metodo mafioso. Una distinzione tecnica ma rilevante, che ha inciso sul trattamento sanzionatorio.
Resta, però, il quadro di una violenza esercitata con modalità tipicamente mafiose, finalizzata a riaffermare il controllo e punire chi viola regole non scritte.
Castellammare di Stabia - Un fulmine a ciel sereno, che però molti temevano e che… Leggi tutto
CASERTA – Sessanta nuovi supermercati disponibili sulla piattaforma per ordinare la spesa online e riceverla… Leggi tutto
Pomigliano - Trentotto involucri di cocaina per un peso complessivo di circa sei grammi, ottantacinque… Leggi tutto
Salerno - L'aeroporto come leva per trasformare Salerno in uno dei principali poli turistici del… Leggi tutto
NAPOLI – Celle condivise da nove o dieci persone, detenuti costretti a trascorrere fino a… Leggi tutto
Colpo di scena nell’inchiesta sulla corruzione a Sorrento: il giudice per le indagini preliminari del… Leggi tutto