Castellammare, il Viminale scioglie il Comune per camorra. È scontro totale tra il sindaco e il PD

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Giuseppe Del Gaudio

Castellammare di Stabia – Un fulmine a ciel sereno, che però molti temevano e che da tempo si stagliava all’orizzonte della politica campana. Il Consiglio dei ministri ha deliberato nel tardo pomeriggio di oggi lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per accertate infiltrazioni della criminalità organizzata.

Per il grande centro alle porte della penisola sorrentina si tratta di una ferita dolorosa che si riapre a distanza di pochissimi anni: è infatti il secondo scioglimento consecutivo per condizionamento mafioso. Ma se la precedente consiliatura era stata interrotta sotto una guida di centrodestra, questa volta il provvedimento colpisce duramente un’amministrazione di centrosinistra, accendendo una miccia politica destinata a far discutere i vertici nazionali dei partiti.

L’amarezza di Vicinanza: “Me ne vado sereno, ma dal PD ho subito solo attacchi”

Subito dopo la diffusione del verdetto di Palazzo Chigi, il sindaco Luigi Vicinanza ha affidato a una nota ufficiale la propria reazione, divisa tra la rivendicazione del lavoro svolto e il risentimento politico. “Rispetto la decisione del Governo, ma attendo di conoscere le motivazioni”, ha dichiarato Vicinanza, difendendo fermamente il suo operato dell’ultimo biennio. “Lascio una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata. Non mi sono dimesso prima proprio perché è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi”.

Il vero affondo del primo cittadino uscente è però rivolto verso l’interno della sua stessa coalizione, con parole al veleno indirizzate alla segreteria nazionale del Nazareno: “Resta l’amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno. Al contrario, ho subìto continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del PD guidato da Elly Schlein. Un metodo di delegittimazione lontano da una sana dialettica democratica”.

La replica di Ruotolo: “La camorra non ha colore. Pagato il prezzo del civismo di comodo”

A stretto giro è arrivata la durissima replica di Sandro Ruotolo, europarlamentare dem e figura simbolo della lotta alla criminalità sul territorio, che il 2 gennaio scorso aveva rassegnato le proprie dimissioni da consigliere comunale a Castellammare proprio in polemica con la tenuta etica e politica dell’amministrazione Vicinanza.

“Lo scioglimento di Castellammare è una ferita profonda”, ha dichiarato Ruotolo, rimarcando come il provvedimento dimostri che “la criminalità organizzata non guarda ai colori politici, ma cerca solo consenso, relazioni e spazi d’influenza”. Ruotolo ha respinto le accuse del sindaco, ricordando che i segnali d’allarme – tra denunce, inchieste della DDA e arresti – erano da tempo sotto gli occhi di tutti, ma che l’amministrazione comunale ha preferito “lo scontro politico con lo Stato, promuovendo persino una petizione contro l’insediamento della commissione d’accesso”.

L’atto d’accusa sul “civismo criminogeno”

L’eurodeputato ha poi aperto una riflessione più ampia sui meccanismi di costruzione del consenso nei territori campani, coniando una definizione che farà discutere i giuristi e i sociologi della politica: “In questi anni si è affermato un ‘civismo criminogeno’: una proliferazione di liste civiche nate all’ultimo momento, prive di storia e di reali meccanismi di selezione della classe dirigente. Contenitori elettorali costruiti solo per raccogliere pacchetti di voti, che finiscono per rendere le istituzioni permeabili ai clan”.

Secondo Ruotolo, la lezione di Castellammare deve servire da monito: senza una selezione rigorosa delle candidature e senza il coraggio di rompere con clientele e sistemi di potere locali, la camorra continuerà a trovare varchi d’accesso nei palazzi municipali. “Oggi prevale l’amarezza, ma da oggi nessuno potrà più dire di non sapere e di non aver visto”, conclude l’europarlamentare. Per Castellammare si apre ora una nuova, difficile stagione di gestione commissariale.

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