

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Napoli – Il Tribunale di Napoli ha condannato l’Asl Napoli 1 Centro a sostenere integralmente il costo di una carrozzina elettronica verticalizzante del valore di oltre 23 mila euro destinata a Christian Durso, paziente affetto da atrofia muscolare spinale (Sma), riconoscendogli il diritto a un ausilio personalizzato in grado di rispondere alle sue specifiche esigenze sanitarie e funzionali.
La decisione, resa nota dall’Associazione Luca Coscioni, rappresenta un importante precedente sul tema dell’accesso agli ausili per le persone con disabilità, riaffermando il principio secondo cui la personalizzazione costituisce un elemento fondamentale nell’applicazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).Un principio che va oltre il singolo caso
Nelle motivazioni della sentenza il Tribunale sottolinea che la scelta di un ausilio non può limitarsi alla semplice individuazione di un dispositivo previsto dal nomenclatore tariffario del Servizio sanitario nazionale. Al contrario, occorre verificare che il presidio sia concretamente adeguato alle condizioni cliniche del paziente, alle sue capacità residue, all’ambiente in cui vive e al livello di autonomia che deve garantire.
Secondo i giudici, dunque, il diritto all’assistenza sanitaria comprende anche la possibilità di ottenere un ausilio realmente efficace e personalizzato, quando questo risulti indispensabile per assicurare una vita autonoma e una piena partecipazione sociale.
Il contenzioso nasce dalla necessità di sostituire la carrozzina utilizzata da Christian Durso per molti anni. Il precedente dispositivo, infatti, non era più riparabile perché fuori produzione e privo di pezzi di ricambio.
Il 10 marzo 2025 l’Asl Napoli 1 Centro aveva autorizzato soltanto una copertura parziale della nuova fornitura, riconoscendo un contributo di 13.381,68 euro rispetto a un costo complessivo di 23.215 euro, oltre IVA, per la carrozzina elettronica verticalizzante prescritta dagli specialisti.
Secondo l’azienda sanitaria, il rimborso previsto dal nomenclatore tariffario era sufficiente ad adempiere agli obblighi di legge. Una tesi contestata dal paziente, che ha sostenuto come il presidio autorizzato non fosse idoneo a garantire le funzioni necessarie per conservare il proprio livello di autonomia.
Assistito dall’avvocato Alessandro Bardini, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, Christian Durso ha impugnato il provvedimento dell’Asl davanti al Tribunale di Napoli.
Il giudice gli ha dato ragione, ordinando all’Asl Napoli 1 Centro di farsi carico dell’intero costo della carrozzina prescritta dagli specialisti e di sostenere anche le spese di giudizio.
La pronuncia rafforza un orientamento destinato ad avere ricadute anche su altri casi analoghi, ribadendo che il diritto alla salute e all’autonomia delle persone con disabilità impone una valutazione individuale degli ausili e non una mera applicazione delle tariffe previste dal nomenclatore.
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