

Caro benzina la protesta dei tassisti
Napoli – Il pieno di un’auto a gasolio o benzina sta diventando un lusso insostenibile. Ma per chi dell’auto ne fa il proprio ufficio viaggiante, il rincaro quotidiano del carburante si sta trasformando in una vera e propria emergenza economica.
A lanciare l’ennesimo grido d’allarme è il Comitato Tassisti di Base di Napoli, che in una lettera aperta indirizzata oggi al Prefetto Michele di Bari, al Sindaco Gaetano Manfredi e al Presidente della Regione, Roberto Fico , ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo di confronto per scongiurare il blocco del servizio.
La miccia è l’ultimo, ennesimo scatto dei prezzi al distributore. Nella lettera, datata 21 luglio 2026, i rappresentanti del Comitato snocciolano dati impietosi: a distanza di appena quattro giorni da una precedente istanza, il costo del carburante è schizzato “da 2,049 euro a 2,129 euro al litro”.
E questo, sottolineano con amarezza, è il prezzo praticato “presso uno dei distributori meno costosi della città”. La realtà per chi fa rifornimento nel centro di Napoli è ben più amara: in numerosi impianti il prezzo ha ormai raggiunto e, in alcuni casi, sfiorato la soglia psicologica (e proibitiva) di 2,50 euro al litro.
“Tale situazione sta mettendo in seria difficoltà il servizio di trasporto pubblico non di linea e l’intera categoria dei tassisti – si legge nella lettera – costretta a sostenere costi di esercizio sempre più elevati senza alcuna misura di sostegno economico”. Un grido di dolore che arriva nel pieno della stagione turistica, periodo cruciale per la mobilità cittadina ma anche momento in cui i costi operativi, a fronte di un traffico congestionato, esplodono letteralmente.
La richiesta del Comitato di Base è chiara: “Sollecitiamo la convocazione urgente di un tavolo di confronto con le rappresentanze della categoria, al fine di individuare strategie e misure concrete per fronteggiare questa grave emergenza”. L’obiettivo dichiarato è garantire la “continuità di un servizio pubblico essenziale per la mobilità dei cittadini e dei turisti”. Un assist importante lanciato alle istituzioni, che si trovano a dover gestire una patata bollente.
La lettera, indirizzata per conoscenza anche all’Assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo, si chiude con un monito per nulla velato. Proseguendo con questi ritmi di rincari, scrivono i tassisti, “il rischio concreto è che il servizio taxi non sia più economicamente sostenibile, con inevitabili ripercussioni sulla regolarità del servizio, sulla mobilità urbana e sull’intero sistema del trasporto pubblico non di linea”.
Ora la palla passa alle istituzioni. L’istanza dei tassisti solleva un problema che va ben oltre la singola categoria: come coniugare la necessaria transizione ecologica e le fluttuazioni del mercato energetico con la sopravvivenza di un servizio pubblico fondamentale, soprattutto in una metropoli complessa e turistica come Napoli. Un eventuale disimpegno della categoria, con corse ridotte o fermate prolungate, rischierebbe di gettare nel caos la già difficile viabilità cittadina.
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