Dopo il maxi-rogo

Tornano a bruciare i rifiuti ad Airola

Nuovi focolai si sono riaccesi ieri nella Eco Energy, in amministrazione giudiziaria dal 2022. Sul posto i Vigili del Fuoco per bonifica e spegnimento. L’ipotesi: il forte vento ha riattivato le braci.
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Airola- Tornano a fare paura le fiamme nell’area industriale di Airola. Nuovi focolai si sono manifestati all’interno dello stabilimento della Eco Energy, la società di trattamento rifiuti posta in amministrazione giudiziaria da alcuni anni e già teatro, meno di due settimane fa, di un vasto incendio che ha tenuto sotto tensione l’intera Valle Caudina e parte delle province di Benevento, Caserta e Avellino.

Secondo le prime ricostruzioni, la riaccensione delle fiamme sarebbe da collegare al forte vento che ieri ha interessato la zona, capace di riattivare braci e materiali ancora incandescenti sotto le macerie del capannone parzialmente crollato. Sul posto sono immediatamente intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate nelle delicate operazioni di bonifica, smassamento e spegnimento dei nuovi focolai.

L’impianto, situato nell’area PIP di via Caracciano, è sotto sequestro preventivo dall’aprile 2024 per illecita gestione di rifiuti, dopo essere stato posto in amministrazione giudiziaria nel gennaio 2022 nell’ambito di un’inchiesta su riciclaggio e violazioni autorizzative. Nonostante i provvedimenti, l’attività di stoccaggio è proseguita sotto controllo giudiziario, come confermato dagli stessi titolari dello stabilimento.

Il rogo del 31 agosto aveva già coinvolto circa 26mila metri quadrati di superficie, con oltre un milione di metri cubi di materiale combustibile tra plastica, carta in balle e pneumatici, generando una densa nube tossica e valori di diossina superiori ai limiti di riferimento nelle prime 24 ore.

In quei giorni, le operazioni di spegnimento erano state rese complesse dai crolli strutturali e dalla necessità di impiegare robot idranti e mezzi speciali del nucleo GOS.
Sul fronte istituzionale, il caso Airola è approdato in Parlamento con interrogazioni ed esposti che chiedono verità, controlli e bonifica, mentre il Comune ha presentato un esposto in Procura e richiesto lo stato di crisi. Intanto, la popolazione continua a monitorare la situazione, tra proteste e richieste di maggiore trasparenza sui rischi ambientali e sanitari

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