

Allarme caldo a Napoli: ospedali al collasso
L’estate morde la Campania e Napoli si prepara ad affrontare i giorni più critici dell’ondata di calore. Con il passaggio dal bollino arancione odierno a quello rosso previsto per la giornata di domenica, la morsa dell’afa non darà tregua almeno fino a lunedì, quando i termometri toccheranno picchi di 38 gradi all’ombra. A farne le spese è innanzitutto il sistema sanitario cittadino.
L’ospedale Cardarelli registra numeri da emergenza, con circa 230 accessi giornalieri al pronto soccorso e un allarmante incremento del 25% per quanto riguarda i pazienti anziani, spesso colpiti da grave disidratazione e stati confusionali.
La pressione d’urgenza non risparmia gli altri presidi del capoluogo. Nei primi diciassette giorni di luglio, le strutture dell’Asl Napoli 1 (tra cui San Paolo, Ospedale del Mare e Pellegrini) hanno già assistito 26 pazienti per patologie strettamente legate al clima torrido. A complicare il quadro clinico si aggiunge la criticità gestionale legata a una storica carenza di organico che, unita alle fisiologiche ferie estive del personale sanitario, sta mettendo a dura prova le aree di emergenza.
La situazione appare particolarmente delicata nell’hinterland a nord di Napoli, con la struttura ospedaliera di Frattamaggiore in forte sofferenza. Per garantire la copertura dei turni in pronto soccorso, la direzione è stata costretta a dirottare temporaneamente dirigenti medici provenienti da altri reparti.
La mossa ha spinto i sindacati di categoria a lanciare l’allarme e a richiedere un confronto urgente con i vertici sanitari. Nel tentativo di tamponare la crisi cronica dei reparti di urgenza, la Regione Campania ha recentemente annunciato uno stanziamento di 37 milioni di euro destinati al reclutamento di nuovo personale medico.
Il caldo estremo non impatta unicamente sul sistema sanitario. Secondo i dati diffusi da Legambiente, Napoli detiene il primato regionale per la temperatura al suolo più elevata, con punte che sfiorano i 42 gradi. Un calore che si trasforma in un rischio concreto per la salute di chi lavora all’aperto
. La Cgil ha sollevato una dura denuncia evidenziando che, ogni giorno, circa 57mila lavoratori campani sono potenzialmente esposti ai pericoli legati alle ondate di calore. A rischiare maggiormente sono gli operai impegnati nei settori dell’edilizia e dei trasporti, per i quali le sigle sindacali chiedono tutele e interventi immediati.
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