Montano Antilia, sigilli a opere edilizie abusive: cinque persone indagate

I  Carabinieri Forestali di Montano Antilia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Vallo della Lucania, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone indagate, a vario titolo, per presunti abusi edilizi nel territorio comunale di Montano Antilia, nel Salernitano.

Il provvedimento riguarda una serie di opere realizzate nella località Mulitano della frazione Massicelle che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state eseguite in difformità rispetto al permesso di costruire originariamente rilasciato per la realizzazione di un capannone in ferro destinato al ricovero di mezzi agricoli.

Le verifiche e il sequestro

L’attività investigativa che ha portato all’emissione del decreto di sequestro è stata svolta dalla Polizia Municipale e dall’Ufficio Tecnico Comunale di Montano Antilia, i cui accertamenti hanno evidenziato presunte irregolarità rispetto al progetto autorizzato.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, gli interventi eseguiti avrebbero comportato modifiche sostanziali tali da richiedere un nuovo titolo edilizio.

Le difformità contestate

Tra le principali contestazioni figurano lo spostamento dell’area di sedime del fabbricato rispetto a quanto previsto negli elaborati progettuali, con una traslazione verso sud di circa 2,42 metri e verso ovest di 1,07 metri.
Gli accertamenti hanno inoltre rilevato la realizzazione di un fosso di guardia collocato ai piedi della scarpata del rilevato stradale della Variante SS18 in una posizione differente e a una distanza inferiore rispetto a quella autorizzata.

Contestata anche la modifica dell’orografia del terreno, che avrebbe determinato un’alterazione dello stato dei luoghi.

Area vincolata e rischio prosecuzione dei lavori

Particolarmente rilevante, secondo gli inquirenti, è la collocazione dell’intervento in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico e ricadente nella fascia di rispetto stradale prevista dalla normativa vigente.
Al momento dell’esecuzione del sequestro le opere risultavano ancora incomplete. Proprio la possibilità che i lavori potessero proseguire fino alla loro ultimazione ha rappresentato uno degli elementi alla base della richiesta cautelare avanzata dalla Procura e accolta dal giudice per le indagini preliminari.
Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità e verificare la regolarità degli interventi realizzati.

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A. Carlino

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