Narcos e canali cinesi: il re del brokeraggio Antonio Gala consegnato alla giustizia italiana

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È atterrato nel pomeriggio di oggi all’aeroporto di Fiumicino, ponendo la parola fine a una complessa fuga internazionale, il latitante di massima pericolosità Antonio Gala. Scortato dagli uomini del FAST Italia e dall’unità I-CAN dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia), il broker del narcotraffico è stato consegnato alle autorità italiane dopo il suo arresto, avvenuto lo scorso 30 marzo a Marbella, in Spagna, nel corso di un’operazione transnazionale ad alto impatto.

La rete invisibile e i canali ombra verso la Cina

Il profilo criminale di Gala ha assunto una centralità assoluta nelle mappe dell’antimafia tra il 2023 e il 2024. Già sfuggito a una prima ordinanza della DDA di Napoli, il latitante si era stabilito nella lussuosa cornice della Costa del Sol spagnola, da dove – secondo gli inquirenti – continuava a muovere i fili del mercato globale degli stupefacenti.

La svolta investigativa è arrivata con l’operazione “FEI CHIEN” (letteralmente “Denaro Volante”), condotta dal GICO della Guardia di Finanza di Roma sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina.
L’inchiesta ha svelato un sofisticato network non solo finalizzato all’importazione di fiumi di hashish e cocaina, ma incentrato su un asse finanziario sotterraneo: il riciclaggio dei milioni di euro di profitto attraverso canali bancari informali e coperture commerciali dirette verso la Cina, aggirando completamente i controlli tracciabili europei.

Il Broker protetto dalle chat criptate “Sky-Ecc”

Nelle carte dell’indagine emerge nitidamente il ruolo di Gala: non un semplice trafficante, ma un vero e proprio “broker di sistema”. Dai suoi uffici occulti in Andalusia, pianificava, dirigeva e gestiva l’intera filiera logistica per conto dei cartelli campani, garantendo il trasporto transfrontaliero fino al cliente finale in Italia.

Fondamentale per incastrare il latitante è stata la decrittazione dei server della piattaforma “SKY-ECC”. Nei messaggi intercettati, Gala si definiva esplicitamente con i suoi sodali come “latitante”, convinto che la cifratura militare dei dispositivi lo mettesse al riparo dalle microspie dello Stato.

Diciotto anni di condanna definitiva

Mentre i procedimenti della Procura di Roma sono ancora in fase di giudizio – e per i quali vige fermamente il principio di presunzione di non colpevolezza – la posizione giudiziaria di Antonio Gala si è definitivamente cristallizzata per i fatti di Napoli.

Nel 2024, i Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna hanno infatti notificato l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale partenopea: una condanna definitiva a 18 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso (artt. 74 DPR 309/90 e 416 bis 1 cp).

La morsa internazionale ENFAST e I-CAN

La cattura è il risultato di una cooperazione di polizia specchiata ed efficiente. Lo scambio informativo in tempo reale tra il Fugitive Active Search Team (FAST) italiano e l’omologo reparto spagnolo, unito alla spinta strategica del progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), ha permesso di stringere il cerchio attorno al latitante a Marbella. Un successo operativo che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha rivendicato oggi come la dimostrazione dell’efficacia delle reti transnazionali di contrasto al crimine organizzato.

La Storia Criminale di Antonio Gala

La figura di Antonio Gala non appartiene alla criminalità comune, bensì a quella dei colletti bianchi del narcotraffico. L’analisi delle dinamiche storiche sul web evidenzia un’evoluzione criminale focalizzata su due pilastri fondamentali delle moderne mafie: la cripto-tecnologia e i sistemi informali di trasferimento fondi.

Il ruolo di Broker puro: Gala fungeva da camera di compensazione logistica. Non toccava fisicamente la sostanza stupefacente, ma acquistava all’ingrosso dai produttori (es. hashish in Nord Africa via Marocco/Spagna) e rivendeva alle grandi famiglie della camorra napoletana e della criminalità romana. Il suo baricentro operativo a Marbella (Spagna) è il fulcro europeo di questo tipo di attività di intermediazione.

La rete occulta del “Fei Chien” (Denaro Volante): L’indagine di Roma ha scoperchiato un sistema di “underground banking” (banca sotterranea). Il denaro contante accumulato in Italia dalle piazze di spaccio veniva consegnato a intermediari di nazionalità cinese. Questi, attraverso un meccanismo di compensazione fiduciaria senza transito di flussi bancari tracciabili, facevano sì che una somma equivalente venisse accreditata direttamente ai fornitori della droga in Spagna o Sudamerica, oppure depositata in conti a Pechino. Questo azzerava il rischio di sequestri doganali o di segnalazioni antiriciclaggio.

Le chat “Sky-Ecc”: Come emerso dalle indagini internazionali coordinate da Europol, l’utilizzo di telefoni criptati con licenze Sky-Ecc (ritenuti inviolabili fino alla violazione dei server da parte delle magistrature belga e francese) era lo strumento quotidiano con cui Gala gestiva i trasporti su tir e navi, parlando apertamente dello status di latitante e delle strategie per eludere i controlli.

 

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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