

I danni nel pronto soccorso dell'ospedale del Mare
Napoli – Un infermiere centrato in pieno da una testata, un collega schiaffeggiato nel tentativo di riportare la calma, i mobili del Triage fatti a pezzi. Ma, soprattutto, il drammatico tentativo di strappare la pistola d’ordinanza a una guardia giurata per fare fuoco contro il personale sanitario.
È il bilancio da bollettino di guerra dell’ennesima domenica di violenza all’Ospedale del Mare di Napoli, una sconsiderata aggressione che ha costretto la direzione sanitaria a sospendere parzialmente le attività del Pronto Soccorso a partire dalle ore 15:00.
La scintilla è scoppiata nel primo pomeriggio di domenica nell’area di prima accettazione. Quella che doveva essere una banale richiesta di chiarimenti da parte di un utente si è trasformata, nel giro di pochissimi minuti, in una furiosa spedizione punitiva. La tensione è sfuggita di mano immediatamente, paralizzando il reparto e gettando nel panico i pazienti in attesa e i loro familiari.
Secondo le prime ricostruzioni, la situazione è precipitata quando uno degli aggressori si è avventato contro la guardia giurata in servizio nella struttura, tentando di sfilargli l’arma dalla fondina con l’evidente intenzione di usarla contro medici e infermieri.
Solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha evitato la tragedia, permettendo di bloccare i facinorosi. Prima di essere fermati, i responsabili del raid sono comunque riusciti a devastare l’area di Triage, distruggendo arredi e apparecchiature mediche.
Le conseguenze sul servizio sanitario sono state immediate e pesanti. Per garantire l’incolumità degli operatori e degli stessi utenti, la direzione dell’ospedale di Ponticelli ha dovuto blindare il reparto, interrompendo l’accettazione dei pazienti contrassegnati da codici non urgenti e limitando gli accessi esclusivamente ai casi più gravi e in pericolo di vita.
L’episodio ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza negli ospedali campani, ormai da tempo considerati vere e proprie frontiere a rischio. A sollevare il caso è Giuseppe Alviti, Presidente dell’Associazione Nazionale Guardie Giurate (Angpg), che ha denunciato con fermezza l’accaduto chiedendo un cambio di passo radicale alle istituzioni: «È necessario militarizzare subito i Pronto
Soccorso campani – ha dichiarato Alviti – Non si può continuare a mandare al macello personale sanitario e addetti alla sicurezza. Servono misure drastiche e la presenza dello Stato nei presidi ospedalieri prima che ci scappi il morto».