Napoli si sveglia con il terremoto: forte scossa ai Campi Flegrei avvertita in tutta la provincia

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Napoli si è risvegliata ancora una volta sotto la minaccia del bradisismo. Alle 5.50 del mattino di giovedì 21 maggio 2026 una forte scossa di terremoto è stata avvertita distintamente nei quartieri occidentali della città e in gran parte dell’area metropolitana.

Secondo i dati preliminari diffusi dall’Osservatorio Vesuviano, il sisma ha avuto epicentro in mare, nell’area dei Campi Flegrei, con una profondità di circa 1,9 chilometri. Una caratteristica che ha reso il terremoto particolarmente percepibile dalla popolazione.

Migliaia di persone sono state svegliate dal sonno. In molti raccontano di avere udito prima un forte boato, seguito pochi istanti dopo dal tremore delle abitazioni. Le segnalazioni sono arrivate soprattutto dai quartieri di Fuorigrotta, Bagnoli, Posillipo, Vomero e Arenella, ma la scossa è stata avvertita anche in diversi comuni della provincia di Napoli.

Pochi minuti prima era stato registrato un altro evento sismico di magnitudo 2.6, preludio della scossa principale che ha riacceso la paura tra i residenti dell’area flegrea.

Il ricordo del 20 maggio 2024

La data riporta inevitabilmente alla memoria quanto accaduto esattamente due anni fa. Il 20 maggio 2024 l’area dei Campi Flegrei fu interessata da uno dei più intensi sciami sismici degli ultimi decenni.
La sequenza culminò alle 20.10 con una scossa di magnitudo 4.4, preceduta pochi minuti prima da un terremoto di magnitudo 3.5. L’epicentro venne localizzato nella zona della Solfatara, a una profondità di circa 2,6 chilometri.

Quel terremoto fu definito dagli esperti il più forte registrato nell’area flegrea negli ultimi quarant’anni. La popolazione visse ore di forte tensione: centinaia di persone trascorsero la notte in auto o nelle tendopoli allestite dalla Protezione Civile tra Pozzuoli e Bagnoli.

Lo sciame sismico proseguì per tutta la notte con oltre 150 scosse registrate in poche ore. In diversi edifici furono segnalate crepe, distacchi di calcinacci e cadute di cornicioni, mentre scuole e uffici rimasero chiusi in alcuni comuni dell’area flegrea.

Una tensione che continua a crescere

L’episodio di questa mattina conferma come l’attività sismica nei Campi Flegrei continui a mantenersi elevata. Gli studiosi monitorano costantemente il fenomeno del bradisismo, legato al lento sollevamento del suolo provocato dalla pressione dei fluidi nel sottosuolo vulcanico.
Negli ultimi anni l’area compresa tra Pozzuoli e Napoli ovest è stata interessata da un progressivo incremento delle scosse superficiali, spesso accompagnate da deformazioni del terreno. Gli esperti dell’INGV ribadiscono che il fenomeno è attentamente osservato, ma la frequenza degli eventi continua ad alimentare la preoccupazione dei residenti.

Anche stavolta, subito dopo il terremoto, molte persone sono scese in strada per paura di nuove scosse, mentre i centralini dei vigili del fuoco e della Protezione Civile hanno ricevuto decine di chiamate da cittadini allarmati.

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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