Castellammare, l’Associazione L’Aliante riparte: un nuovo inizio per le sue attività

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L’Associazione L’Aliante di Castellammare di Stabia, presente sul territorio dal 2000 per offrire ai ragazzi con disabilità uno spazio in cui crescere ed esprimere il proprio talento, vuole finalmente ripartire. Dopo lo stop imposto dalla pandemia e le difficoltà legate alla sede attuale, ormai inadeguata alle esigenze dei suoi ospiti, il gruppo guidato dalla presidente Anna Maria Auricino Santoro ha scelto di tornare a vivere pienamente il proprio percorso, dando voce ad aspirazioni e aspettative che non si sono mai spente.

Planare — come il veicolo che li identifica — liberi di incontrarsi, creare, esplorare e vivere le proprie attitudini. L’aliante si solleva senza motore, sfidando l’orizzonte con equilibrio e fiducia; allo stesso modo questi ragazzi desiderano trovare una nuova direzione, capace di farli emergere dalla precarietà e garantire loro una presenza stabile, riconosciuta, duratura. La cifra identitaria di questo gruppo riposa su un concetto fondamentale: la disabilità non è un limite, ma un valore aggiunto, una prospettiva che genera e proietta creatività, forza e bellezza.

Sono ragazzi unici e non diversi, che adottano l’arte come spinta propulsiva per raccontarsi e farsi ascoltare concretamente. Il 31 maggio, alle ore 19:00, al Miramare, porteranno in scena una performance libera, scritta e realizzata su tela e su racconti dei suoi membri, dal titolo simbolico e pregnante: “Dal buio alla rinascita. Oltre l’inizio della luce”. Attraverso la musica, la parola e la tela potranno esprimersi con autenticità e slancio e — proprio come l’aliante che vira verso il cielo — virare con nuova energia verso i propri orizzonti.

Obiettivo concreto e urgente del progetto: una raccolta fondi capace di offrire all’associazione il sostegno necessario per proseguire in una sede stabile e adeguata alle esigenze dei suoi componenti, avvalendosi di tutor esperti e collaborazioni esterne.

Un passo decisivo, che potrà restituire nuova luce a un percorso rimasto troppo a lungo interrotto e permettere all’Aliante di tornare a volare con continuità.

Sostenere questi ragazzi significa, inoltre, incoraggiare una visione di comunità più aperta e inclusiva, ponendo le basi per una società capace di riconoscere il valore di ogni unicità.

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Annamaria Cafaro

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