

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Napoli e la Campania si confermano regine indiscusse del mercato turistico internazionale, trascinate da un trend che non accenna a fermarsi. A scattare la fotografia del fenomeno è Matteo Sarzana, Country manager di Airbnb Italia e Sud-Est Europa, che sottolinea come la regione sia diventata un porto sicuro in un contesto geopolitico instabile. «Napoli e la Campania sono tra le destinazioni di maggior successo, sono in grado di attrarre turisti che vengono dall’estero e che scelgono una piattaforma come Airbnb perché gli dà la garanzia poi di trovare un alloggio che è conforme a quello che si aspettano» ha dichiarato Sarzana, evidenziando come la piattaforma rappresenti ormai «una risposta alla crisi, in particolare quella del Medioriente, con turisti che scelgono l’Italia come destinazione dove trascorrere tranquillamente le proprie vacanze».
I numeri raccontano di una città trasformata in una grande struttura ricettiva diffusa. Gli alloggi censiti nel solo capoluogo partenopeo sono circa 9.300, composti per quasi il 63% da interi appartamenti e per il 35% da stanze private. Dietro questa offerta si muovono oltre 5.000 host attivi, un esercito di piccoli proprietari per i quali l’affitto breve non rappresenta l’attività principale ma un’integrazione al reddito, con un guadagno medio lordo annuale che si attesta sui 4.300 euro. Dopo una lieve flessione dovuta all’introduzione del codice identificativo nazionale, che ha ripulito il mercato dalle strutture non in regola, il settore è ripartito con slancio. «Il numero di alloggi, dopo lo sforzo fatto per implementare la registrazione a livello nazionale col cin, è sceso, per cui sono rimasti in piattaforma solo gli alloggi certificati. Ora sono tornati leggermente a salire e così come il numero di prenotazioni di quest’anno. Vediamo un trend a doppia cifra» ha spiegato il manager.
La sfida del futuro si gioca ora sull’equilibrio tra profitto e vivibilità, con un dialogo aperto tra Airbnb e Palazzo San Giacomo per evitare che il centro storico si svuoti dei suoi abitanti. L’obiettivo è una regolamentazione dinamica che permetta di stabilizzare il numero di posti letto nelle zone sature e spingere i visitatori verso quartieri meno battuti. «Napoli in questo momento è all’avanguardia rispetto a quella che potrebbe essere una regolamentazione efficace rispetto al mondo degli affitti brevi» ha concluso Sarzana, aggiungendo che l’intento della collaborazione istituzionale è proprio quello di «stabilizzare la domanda di bed and breakfast nei quartieri dove magari il numero ha già raggiunto cifre importanti, provando a decentralizzare i flussi turistici in zone che potrebbero beneficiare dell’indotto del turismo. Occorre trovare il giusto compromesso tra gli arrivi turistici e il benessere di chi nella città vive».
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