Un Napoli senza idee cede alla Lazio e non blinda il secondo posto: Sarri espugna il Maradona

Il fortino del Maradona crolla dopo ventisei battaglie, e lo fa nel modo più rumoroso possibile. Il Napoli di Antonio Conte incassa un pesantissimo 2-0 casalingo per mano di una Lazio praticamente perfetta, capace di impartire una lezione di calcio tattico all’ombra del Vesuvio. Quella che doveva essere la serata del blindaggio definitivo per il secondo posto si trasforma in un incubo lungo novanta minuti, iniziato già al sesto del primo tempo: Zaccagni innesca Taylor, il cui cross basso trova pronto Cancellieri per il piattone che gela lo stadio.

La reazione del Napoli è un monologo sterile che sbatte contro l’organizzazione maniacale degli uomini di Maurizio Sarri. La difesa azzurra, orfana di bussola, rischia il tracollo già al trentesimo, quando Noslin scherza con Buongiorno e costringe Lobotka al fallo da rigore. Soltanto un miracolo di Milinkovic-Savic, che ipnotizza Zaccagni dagli undici metri parando il suo terzo penalty stagionale, evita che il primo tempo si chiuda con un passivo ancora più imbarazzante. Ma il sospiro di sollievo dura poco: i fischi assordanti che accompagnano le squadre negli spogliatoi sono il preludio a una ripresa ancora più opaca.

Al cinquantasettesimo, la Lazio mette il sigillo sulla gara. Nuno Tavares ara la fascia sinistra e mette al centro un pallone che, dopo una carambola confusa in area, finisce sul piede di Basic: l’ex Bordeaux non perdona e firma il raddoppio. Conte prova a scuotere i suoi con i cambi, ma la manovra resta lenta, prevedibile e priva di cattiveria agonistica. Il dato finale è impietoso: il Napoli chiude la sfida senza aver mai centrato lo specchio della porta difesa da Motta, una statistica che fotografa perfettamente l’impotenza offensiva della serata.

Con questo stop forzato, il Napoli resta fermo a quota 66 punti, vedendo sfumare la possibilità di chiudere anticipatamente la pratica Champions e prestando il fianco al possibile ritorno del Milan. Per la Lazio, invece, si tratta di una vittoria che ridà ossigeno alle ambizioni europee, portandola a un solo punto dal Bologna. Per Conte e i suoi, l’unica nota positiva è la possibilità di un riscatto immediato, sempre al Maradona, il prossimo 24 aprile contro la Cremonese, in un clima che si preannuncia però carico di tensione.

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Vincenzo Scarpa

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