

Nella foto, un particolare della vicenda.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Booking.com per possibili pratiche commerciali scorrette. Al centro dell’attenzione, le modalità con cui vengono presentate le strutture aderenti ai programmi “Partner Preferiti” e “Partner Preferiti Plus”, promosse come selezionate sulla base della qualità del servizio e del rapporto qualità-prezzo.
Secondo l’Autorità, tali criteri potrebbero non essere sufficienti a garantire gli standard dichiarati, con il rischio di generare una rappresentazione non pienamente trasparente per gli utenti.
L’istruttoria punta anche sul sistema di visibilità interna alla piattaforma. Le strutture aderenti ai programmi “preferiti” beneficerebbero infatti di:
posizionamento privilegiato nei risultati di ricerca;
elementi grafici più evidenti;
messaggi promozionali che ne enfatizzano qualità e convenienza.
Tuttavia, sempre secondo l’Antitrust, la selezione potrebbe essere influenzata in misura rilevante dalle commissioni riconosciute alla piattaforma, piuttosto che da parametri qualitativi oggettivi.
Questo meccanismo rischierebbe di orientare le scelte dei consumatori, inducendoli a ritenere alcune strutture migliori rispetto ad altre equivalenti, con possibili ricadute anche sui prezzi medi delle prenotazioni.
L’associazione Codici riferisce di aver raccolto numerose segnalazioni negli ultimi mesi. Tra le problematiche più frequenti:
improvvisa indisponibilità delle strutture prenotate;
difficoltà nel contattare il servizio clienti;
gestione complessa delle richieste di rimborso.
“L’indagine dell’Antitrust introduce un ulteriore elemento di attenzione – spiega il segretario nazionale Ivano Giacomelli – perché riguarda direttamente la trasparenza delle informazioni e la capacità dei consumatori di compiere scelte consapevoli”.
Parallelamente, Codici ha attivato una campagna di assistenza che ha già portato, in diversi casi, all’ottenimento di rimborsi per gli utenti coinvolti.
L’associazione ribadisce la necessità di maggiore chiarezza nei criteri di classificazione e promozione delle strutture online, considerata la crescente centralità delle piattaforme digitali nel settore turistico.
L’iniziativa dell’Antitrust mira a verificare se le informazioni fornite agli utenti siano coerenti con i reali criteri di selezione adottati. Un passaggio ritenuto cruciale per garantire un mercato trasparente e competitivo, in cui i consumatori possano orientarsi sulla base di dati affidabili e comparabili.