Il penalista Dario Vannetiello annuncia un doppio binario difensivo: atteso il verdetto della Cassazione mentre si prepara un’istanza di revisione alla Corte d’Appello di Roma.
Sant’Antonio Abate – Non si ferma la battaglia legale attorno al Grand Hotel La Sonrisa, l’iconica struttura nota come “Il Castello delle Cerimonie”. Nonostante la recente notifica dell’ordinanza di sgombero emessa dal Comune di Sant’Antonio Abate, la difesa della famiglia Polese, guidata dal noto penalista Dario Vannetiello, ha tracciato una strategia volta a congelare l’acquisizione del bene al patrimonio pubblico.
Il ricorso in Cassazione
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Vannetiello, incaricato da Immacolata Polese, il passaggio di proprietà e la conseguente liberazione degli immobili non sarebbero ancora da considerarsi definitivi.
«Non si può escludere la revoca della confisca da parte della Corte di Cassazione», ha precisato il legale. È infatti già pendente presso la Suprema Corte un ricorso mirato a impugnare il provvedimento che ha originato l’attuale iter amministrativo.
Revisione della sentenza e nuove prove
Oltre al giudizio di legittimità davanti alla Cassazione, la difesa sta preparando una mossa supplementare che punta a riaprire l’intero caso nel merito. La prossima settimana verrà infatti depositata un’istanza di revisione della sentenza presso la Corte di Appello di Roma.
«A supporto della richiesta finalizzata a salvaguardare il complesso immobiliare – ha spiegato Vannetiello – vi sono ulteriori nuove prove». Elementi inediti, dunque, che secondo i legali potrebbero ribaltare le conclusioni raggiunte finora e bloccare l’esecuzione della confisca disposta a Torre Annunziata.
Uno scenario in evoluzione
La complessa vicenda giudiziaria si arricchisce così di un nuovo capitolo. Se da un lato l’amministrazione comunale prosegue nell’iter burocratico previsto dalle sentenze passate in giudicato, dall’altro la proprietà punta tutto sui rimedi straordinari previsti dal codice di procedura penale. L’obiettivo della difesa è chiaro: dimostrare che esistono i presupposti legali per mantenere la titolarità della struttura, puntando su vizi di forma o nuove evidenze fattuali che possano sospendere gli effetti dello sgombero appena notificato.
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Mi pare una faccenda complicata, 1a difesa sono molto attiva ma il comune progsegue, non si sa chi aver ragione. Sembra ch ci sono nuove prove, ma non è chiarse se servono a bloccare 1o sgombero, il processo va seguito con calma,pazienza. Ri aprire il caso potrà cambià le cose; e del GrandHotelLaSonrisa se ne parla molto.