Il Comune di Sant’Antonio Abate è ufficialmente il nuovo proprietario degli immobili e dei terreni che compongono il complesso del Grand Hotel La Sonrisa. Nella mattinata di ieri, presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli, è stata infatti completata la trascrizione formale che certifica il passaggio di proprietà all’Ente comunale. L’atto arriva a seguito della sentenza definitiva che ha disposto la confisca e l’acquisizione del compendio al patrimonio pubblico.
Avviate le procedure di sgombero
Il completamento della trascrizione apre la fase operativa per l’effettiva presa di possesso dell’area. La sindaca Ilaria Abagnale ha confermato che gli uffici comunali hanno già emesso le prime ordinanze di sgombero, attualmente in fase di notifica.
«Il primo intervento – ha spiegato la sindaca – riguarda tre immobili a uso residenziale attualmente occupati. Si tratta di appartamenti abitati dai nuclei familiari che gestivano le attività, i quali dovranno liberare i locali nel più breve tempo possibile». L’obiettivo dell’amministrazione è procedere con celerità per dare esecuzione a quanto stabilito dall’autorità giudiziaria.
Il nodo delle attività commerciali e il ruolo del Tar
Se per l’area residenziale l’iter è già in corso, la gestione della parte commerciale (hotel e ristorante) resta più complessa. Questa seconda fase è strettamente legata alle decisioni del Tar Campania, che non si è ancora espresso nel merito della sospensiva relativa al ritiro delle licenze.
Nonostante l’udienza dello scorso gennaio avesse confermato la validità del canone di occupazione che i gestori devono versare al Comune, si attende ancora il responso definitivo sulla prosecuzione delle attività ricettive. «Al momento – sottolinea Abagnale – le tempistiche del Tar non sono note, nonostante siano trascorsi tre mesi dall’ultima udienza».
Richiesto un tavolo istituzionale in Prefettura
Per gestire la transizione in modo ordinato e garantire il rispetto delle norme, la sindaca ha rivolto un appello formale al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, richiedendo la convocazione di un tavolo di coordinamento.
«L’intento è agire correttamente verso tutte le parti coinvolte – ha concluso la prima cittadina – assicurando che la sentenza definitiva venga eseguita e che l’intero compendio immobiliare rientri nella piena disponibilità del Comune di Sant’Antonio Abate, come stabilito dalla legge».







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