Legalità e sicurezza urbana

Parcheggiatori abusivi, la Cassazione conferma: chi viola il Daspo rischia il carcere

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Sentenza definitiva per una 62enne sorpresa a operare nell’area del cimitero di Maddaloni nonostante il divieto.
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La Corte di Cassazione mette la parola fine a una vicenda che per anni ha sollevato proteste e segnalazioni nel comune di Maddaloni. La terza sezione penale della Suprema Corte ha confermato in via definitiva la condanna a sei mesi di arresto nei confronti di una donna di 62 anni, sorpresa a svolgere attività di parcheggiatrice abusiva nell’area antistante il cimitero cittadino.

Secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento giudiziario, la donna aveva continuato a presidiare la zona nonostante fosse destinataria di un Daspo urbano emesso dal Questore di Caserta, che le vietava l’accesso proprio a quell’area considerata sensibile. Il provvedimento era stato adottato per allontanarla stabilmente dal luogo, ma l’imputata avrebbe reiterato la condotta in più occasioni, violando il divieto imposto dall’autorità.

Nel ricorso in Cassazione, la difesa aveva sostenuto che l’attività di parcheggiatore abusivo non fosse di per sé sufficiente a configurare una condizione di pericolosità sociale tale da giustificare l’applicazione della misura e le relative conseguenze penali. I giudici della Suprema Corte hanno però respinto questa interpretazione, chiarendo che la reiterata violazione di un provvedimento del Questore comporta responsabilità penale e può determinare la condanna all’arresto.

La sentenza ribadisce quindi il valore cogente del Daspo urbano, sottolineando che non si tratta di un semplice atto amministrativo ma di un provvedimento che, se violato, può portare a conseguenze penali.

Sulla decisione è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che negli anni aveva raccolto le segnalazioni dei residenti della zona. Il parlamentare ha definito la sentenza «un passaggio importante nella lotta all’illegalità diffusa», evidenziando come rappresenti «un segnale di tutela per i cittadini e per chi denuncia situazioni di abuso».

«Questa decisione dimostra che gli strumenti per contrastare fenomeni come quello dei parcheggiatori abusivi esistono e possono essere applicati con efficacia», ha dichiarato Borrelli. «Il rispetto delle regole negli spazi pubblici è fondamentale, soprattutto in luoghi sensibili frequentati quotidianamente da cittadini e famiglie».

Secondo il deputato, il pronunciamento della Cassazione potrebbe rappresentare un precedente utile anche per altre realtà del territorio, rafforzando l’applicazione delle misure di prevenzione e il contrasto alle attività illegali legate alla gestione abusiva della sosta.


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