

Papa Leone XIV
Napoli– Sarà una giornata dal forte valore simbolico e spirituale quella dell’8 maggio, quando Papa Leone XIV farà visita a Pompei in occasione della tradizionale Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario. Un appuntamento che assume un significato ancora più profondo perché coincide con la data della sua elezione al soglio pontificio.
“Un momento epocale, perché la visita di un Papa segna sempre nella storia un prima e un dopo”, ha sottolineato l’arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, illustrando il programma della giornata.
Il Pontefice partirà da Roma alle ore 8 in elicottero e atterrerà circa 50 minuti dopo nell’area meeting del Santuario, dove sarà accolto dalle autorità religiose e civili. Da lì prenderà il via una visita costruita lungo le direttrici spirituali di Bartolo Longo, fondatore del Santuario e promotore di opere caritative: fede e solidarietà.
Prima tappa significativa sarà l’incontro con 140 giovani ospiti delle Opere sociali, insieme a religiosi ed educatori. Il Papa ascolterà le testimonianze di mamme, ragazze madri, persone con disabilità, poveri e immigrati, in un momento di dialogo diretto con le realtà più vulnerabili.
h3Il passaggio tra i fedeli e la preghiera in Basilica
Alle 9:30 è previsto l’ingresso al Santuario, con il passaggio in Papamobile tra i fedeli radunati nelle piazze e nell’area del sagrato, in piazza Bartolo Longo. In Basilica sarà accolto dal rettore monsignor Pasquale Mocerino, mentre ad attenderlo ci saranno anche ammalati e persone con disabilità.
Il momento centrale sarà la preghiera nella cappella che custodisce le spoglie di Bartolo Longo, figura chiave della spiritualità pompeiana.
“Il Papa ci aiuterà a ritrovare la speranza e a rivolgerci alla Madonna che ci porterà a Gesù – ha aggiunto monsignor Caputo – affidando ancora il suo Pontificato alla Madonna di Pompei, invocata come Regina della Pace”.
Un tema, quello della pace, che sarà al centro della visita. “È giusto definire Papa Leone XIV un pellegrino di pace – ha concluso l’arcivescovo –. L’8 maggio pregheremo soprattutto perché il mondo ritrovi un linguaggio diverso da quello distruttivo della guerra”.