

L’ex sovrintendente Stephane Lissner
Napoli – Una bufera giudiziaria travolge i vertici della passata gestione del Teatro San Carlo. Nella mattinata di mercoledì 15 aprile, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione e sequestro che vede coinvolte dodici persone. Tra i nomi iscritti nel registro degli indagati figurano l’ex sovrintendente Stephane Lissner, l’ex direttrice generale Emmanuela Spedaliere e il direttore dell’Accademia di Canto Lirico, Ilias Tzempetonidis.
Le accuse ipotizzate dalla Procura partenopea (pm Antonella Serio, coordinata dall’aggiunto Giuseppina Loreto) sono pesanti: truffa, peculato e falso. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro dei telefoni cellulari degli indagati e l’acquisizione di una massiccia mole di documenti contabili e amministrativi presso gli uffici della Fondazione.
Il cuore dell’indagine riguarda presunte irregolarità nella gestione finanziaria della Fondazione. Nel mirino dei magistrati è finita, in particolare, l’erogazione di circa 200mila euro destinati ad artisti di fama internazionale. Tali somme sarebbero state giustificate come compensi per masterclass, seminari e incontri formativi che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero mai stati effettuati.
Questo meccanismo, secondo gli inquirenti, avrebbe rappresentato un escamotage per “gonfiare” i compensi degli artisti, aggirando così i rigidi tetti di spesa imposti dalle normative vigenti per la gestione artistica dei teatri pubblici.
L’inchiesta non si ferma però solo ai cachet. Un secondo filone d’indagine riguarda l’utilizzo delle Officine San Carlo (il polo creativo del Lirico nel quartiere di Vigliena). Secondo la Procura, la struttura sarebbe stata utilizzata impropriamente per eventi aperti al pubblico, in aperta violazione delle concessioni previste. In questo contesto, gli accertamenti riguardano anche la gestione di una società riconducibile a uno degli indagati, Michele Sorrentino Mangini, per presunte irregolarità amministrative.
Quella penale non è l’unica grana per la vecchia dirigenza del Massimo napoletano. L’operazione odierna si innesta infatti su un’attività investigativa già avviata dalla Corte dei Conti. Il viceprocuratore generale Davide Vitale sta infatti conducendo da tempo un’inchiesta parallela sul danno erariale, che aveva già portato a una prima serie di acquisizioni documentali da parte delle Fiamme Gialle, ora confluite e integrate nel fascicolo della Procura ordinaria.