

Alberto Stasi
Pavia – Delitto di Garlasco: la Procura generale valuta la revisione del processo per Alberto Stasi condannato nel 2015 in via definitiva a 16 anni di reclusione per la morte di Chiara Poggi.
Stamane incontro tra la procuratrice generale Francesca Nanni e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. Al centro dell’incontro, l’inchiesta sull’omicidio di Garlasco e un’eventuale richiesta di revisione del processo.
Nelle prossime settimane è attesa sul tavolo della procuratrice generale l’informativa con gli atti relativi all’operato dell’indagine per omicidio volontario in concorso condotta negli ultimi due anni dalla procura di Pavia e che vede indagato Andrea Sempio.
“La Procura di Pavia ci informerà di quello che è stato fatto. Se avremo bisogno chiederemo ulteriori atti e poi valuteremo se eventualmente proporre una richiesta di revisione”. Ha commentato la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni dopo l’incontro di quasi un’ora con il procuratore di Pavia Fabio Napoleone.
La Procura generale di Milano studierà le carte dell’inchiesta di Pavia sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio e solo al termine di questa attività di approfondimento valuterà se chiedere ulteriori atti, prima di prendere la decisione se inoltrare o meno alla Corte d’appello di Brescia un’istanza di revisione del processo per Alberto Stasi.
Francesca Nanni, al termine dell’incontro con il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e con l’avvocata generale di Milano Lucilla Tontodonati ha detto: “Valuteremo se chiedere ulteriori atti, bisogna prima attentamente studiare le carte, non possiamo fare alcuna altra dichiarazione ai fini di un’eventuale revisione del processo, perché dobbiamo ovviamente prima studiare le carte. Non sarà uno studio né veloce, né facile”. Secondo quanto riferito da Nanni, che fra i suoi compiti ha anche quello di vigilare sull’attività di tutte le procure ordinarie del distretto giudiziario di Milano, nelle prossime settimane il procuratore Napoleone manderà al “nostro ufficio” una “informativa” su quanto è stato fatto fino a oggi.
Poi ha aggiunto: ”Nel merito non posso fare alcuna dichiarazione prima di conoscere le carte che ci manderà la Procura di Pavia nelle prossime settimane. Eventualmente poi chiederemo altre carte se ce ne sarà bisogno e poi valuteremo se proporre una richiesta di revisione” della sentenza di condanna per Alberto Stasi.
L’attuale inchiesta su Sempio – già indagato nel 2016-2017 sulla base di un esposto della difesa di Stasi e dell’indagine difensiva svolta dalla società di investigazioni private SKP e archiviato dal gip Fabio Lambertucci, poi finito in una nuova informativa dei carabinieri di Milano nel luglio 2020, in una seconda inchiesta contro ignoti archiviata dal gip Pasquale Villani – era stata chiesta dagli inquirenti pavesi il 14 febbraio 2024.
Istanza rigettata dal gip di Pavia, a cui era seguita il 20 marzo 2024 una nuova richiesta di riapertura dell’indagine, nuovamente respinta dall’Ufficio gip pavese il 9 maggio 2024. Contro quella decisione il procuratore Fabio Napoleone e l’aggiunto Stefano Civardi hanno presentato ricorso in Cassazione per “abnormità” del provvedimento. Appello accolto con rinvio a un nuovo giudizio del gip di Pavia, che il 23 gennaio 2025 ha autorizzato la riapertura del fascicolo, poi emerso pubblicamente solo due mesi dopo, nel marzo 2025, quando Sempio venne convocato dagli inquirenti per i test salivari e i prelievi del Dna.
Nel caso si arrivasse alla formalizzazione di una richiesta di revisione della sentenza di condanna per Alberto Stasi entrerebbero in campo la Corte d’Appello di Brescia e la Procura Generale di Brescia. L’istanza di revisione può essere chiesta dalla Procura Generale di Milano oppure dai legali di Stasi, gli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari. Non può presentarla direttamente e formalmente invece il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. E’ chiaro che se a presentarla fosse la procuratrice generale, in questo caso Francesca Nanni, avrebbe più autorevolezza rispetto a una presentata solo dai legali essendo quella della magistrata una figura non di parte.
Una volta investita del caso, la Corte d’Appello di Brescia potrebbe anche decidere senza fissare un’udienza e bocciare subito l’istanza oppure dare appuntamento in aula per la discussione come avvenuto per esempio con la revisione chiesta dalla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba. Non è necessario che alla revisione di Stasi si accompagni un processo per Sempio. Se pure la Procura di Pavia dovesse ritenere che non ci siano elementi sufficienti per mandarlo a giudizio, l’iter della revisione per il condannato a 16 anni potrebbe procedere senza intoppi.