

La cattedrale di Trevico in Irpinia
Un colpo studiato nei minimi dettagli, eseguito con una precisione chirurgica che ha lasciato l’intera comunità di Trevico nel più profondo sconforto. Nella notte tra martedì e mercoledì, la cattedrale di Santa Maria Assunta, simbolo religioso del cuore dell’Irpinia, è stata violata da una banda di professionisti che ha razziato il tesoro della chiesa. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, il commando era composto da almeno sei persone che, protette da tute bianche e volti accuratamente travisati, sono riuscite a penetrare all’interno dell’edificio sacro attraverso un portone secondario situato in una zona meno esposta.
Una volta dentro, i malviventi si sono diretti senza esitazioni verso la cassaforte che custodiva i pezzi più pregiati del patrimonio parrocchiale. In pochissimi minuti sono stati asportati circa dieci chilogrammi di oggetti preziosi, per un valore commerciale stimato che supera abbondantemente il milione di euro, senza contare l’immenso valore storico e devozionale dei pezzi sottratti. Il bottino comprende numerosi ex voto donati dai fedeli nel corso dei decenni, ma soprattutto la corona e il calice d’oro, insieme ad altri reperti sacri appartenenti al tesoro di Sant’Euplio, il patrono della zona a cui la popolazione è legatissima.
L’allarme è scattato solo al mattino, quando l’amara scoperta ha mobilitato immediatamente i carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino. I militari dell’Arma hanno presidiato l’area per l’intera giornata, effettuando i rilievi tecnici necessari a individuare tracce biologiche o impronte lasciate dai ladri durante l’effrazione. Gli investigatori stanno inoltre passando al setaccio i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nel borgo irpino per ricostruire la via di fuga utilizzata dai criminali, che potrebbero aver goduto dell’appoggio di basisti locali vista la velocità e la sicurezza con cui si sono mossi tra le navate.
Il furto rappresenta una ferita aperta per l’intera provincia di Avellino, colpita in uno dei suoi luoghi di culto più significativi. La Curia e le autorità locali hanno espresso profonda amarezza per un gesto che, oltre al danno economico enorme, priva i cittadini di simboli identitari che hanno attraversato i secoli. Mentre le indagini proseguono a ritmo serrato, il paese si stringe attorno alla propria cattedrale, sperando che le forze dell’ordine riescano a intercettare il prezioso carico prima che venga fuso o immesso nel mercato clandestino dei ricettatori di oggetti d’arte.