Scafati, arrestato con 5 chili di droga: Angelo Sorrentino va subito ai domiciliari

Scafati – Un alt ignorato, lo stridore degli pneumatici e una fuga disperata che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Si è conclusa davanti ai giudici, con un inaspettato ribaltamento di fronte, la vicenda giudiziaria di Angelo Sorrentino, il pluripregiudicato scafatese protagonista di un inseguimento ad alta tensione tra i vicoli e le arterie cittadine di Cava de’ Tirreni.

Nonostante il pesante carico di droga rinvenuto, l’uomo ha lasciato il carcere per far ritorno a casa in regime di arresti domiciliari.

La folle corsa sulla Yaris

Tutto ha avuto inizio durante un ordinario servizio di controllo del territorio. Alla vista della paletta alzata dalle forze dell’ordine, Sorrentino, che si trovava alla guida di una Toyota Yaris, ha scelto la via del rischio: ha premuto sull’acceleratore dando il via a una gimkana mozzafiato nel traffico.

Manovre azzardate, sorpassi al limite e curve affrontate a velocità folle hanno tenuto col fiato sospeso i passanti, fino a quando il conducente, sentendosi braccato, ha abbandonato il veicolo per tentare un ultimo, inutile scatto a piedi. I poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato in pochi istanti.

Il “tesoro” nel pacco: 5 kg di hashish

Una volta messo alle strette, lo scafatese – uscito dal penitenziario solo da poche settimane – ha ceduto, indicando agli agenti il luogo dove aveva tentato di occultare un voluminoso involucro durante la fuga

. All’interno, i poliziotti hanno rinvenuto quasi cinque chilogrammi di hashish, già suddivisi in panetti pronti per essere immessi nelle piazze di spaccio della zona. Un carico che, secondo le stime degli inquirenti, avrebbe fruttato sul mercato circa 150.000 euro.

Il verdetto: cade l’aggravante

Il quadro accusatorio sembrava blindato, tanto che il Pubblico Ministero, durante la sua requisitoria, aveva invocato una condanna esemplare a quattro anni e otto mesi di reclusione, pesando anche sulla recidiva dell’imputato.

Tuttavia, in aula, la strategia difensiva curata dall’avvocato Gennaro De Gennaro ha scardinato l’impalcatura della Procura. La difesa è riuscita a ottenere il riconoscimento delle attenuanti e, soprattutto, l’esclusione dell’aggravante dell’ingente quantità, punto cardine per la determinazione della pena.

Dai cancelli al regime domiciliare

L’esito del giudizio ha ribaltato le aspettative: la pena è stata rideterminata in due anni e quattro mesi di reclusione, di fatto dimezzando la richiesta dell’accusa. In virtù del nuovo computo della condanna, il giudice ha disposto l’immediata scarcerazione di Sorrentino, concedendogli la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari. Si chiude così, con un colpo di scena procedurale, la cronaca di una fuga che sembrava destinata a riportare lo scafatese dietro le sbarre per lungo tempo.

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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