

Nicola Gratteri
Un’organizzazione capace di rinnovarsi sul piano generazionale e di aggiornarsi su quello tecnologico. È il quadro che emerge dall’operazione coordinata dalla Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri, culminata nella notte con 71 ordinanze di custodia cautelare eseguite da polizia e carabinieri.
Le accuse contestate, a vario titolo, sono associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, riciclaggio e utilizzo di criptovalute per il reimpiego dei proventi illeciti. Tra gli arrestati figura anche l’esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, ucciso il 15 marzo 2025.
h3Il ricambio generazionale nei clan storici
L’inchiesta ha interessato famiglie storiche della camorra, in particolare esponenti riconducibili al Clan dei Casalesi – gruppo di Secondigliano (area di Secondigliano) e al Clan Mazzarella.
Dalle indagini emerge un elemento strutturale: la capacità dei clan di rigenerarsi. «I figli e i nipoti prendono il posto dei capi mentre questi si trovano al 41-bis o nei circuiti di alta sicurezza», ha spiegato Gratteri. Un meccanismo di continuità familiare che garantisce stabilità operativa e tenuta organizzativa, anche in presenza di arresti eccellenti.
h3Criptovalute e dark web: la mafia contemporanea
Il procuratore ha definito quella emersa dall’indagine «una camorra al passo con i tempi», sottolineando l’uso evoluto della tecnologia. L’organizzazione, secondo gli inquirenti, si distinguerebbe per un ricorso avanzato alle criptovalute e al dark web, strumenti funzionali sia al riciclaggio sia alla gestione dei traffici illeciti.
«È una mafia contemporanea», ha sintetizzato Gratteri, evidenziando come l’innovazione tecnologica non abbia sostituito le tradizionali attività criminali, ma le abbia integrate, rafforzandone la capacità di penetrazione economica e di mimetizzazione finanziaria.
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