Orrore in famiglia: arrestata coppia di coniugi per abusi sessuali sulla nipote 14enne

Pordenone – Si chiude dopo oltre dieci anni una vicenda giudiziaria dai contorni inquietanti. La giustizia ha presentato il conto definitivo a una coppia di coniugi, originari della Campania ma residenti da poco nel Pordenonese, condannati per abusi sessuali aggravati ai danni della nipote, all’epoca dei fatti appena quattordicenne.

L’ultimo atto è scattato a Sacile, dove i Carabinieri hanno rintracciato e arrestato una donna di 54 anni. Solo ventiquattr’ore prima, la Polizia di Stato aveva stretto le manette ai polsi del marito, destinatario di un analogo provvedimento restrittivo.

Il plagio e l’isolamento della vittima

L’inchiesta, condotta originariamente dai Carabinieri in provincia di Napoli, ha ricostruito un biennio di violenze e manipolazioni avvenute tra il 2011 e il 2012. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i due coniugi — che all’epoca erano ospiti in casa di parenti — erano riusciti a esercitare un vero e proprio plagio sulla nipote adolescente.

La ragazza era stata progressivamente allontanata dal suo ambiente sociale, fino a essere indotta ad abbandonare la scuola e a isolarsi dal resto della famiglia, lasciandola completamente alla mercé dei suoi aguzzini.

Le minacce degli “spiriti maligni”

Il quadro emerso dalle indagini descrive una dinamica di violenza di gruppo aggravata. L’uomo, approfittando dei momenti di solitudine, rivolgeva alla minore attenzioni morbose e violenze fisiche. La moglie, secondo la sentenza, non solo era consapevole di quanto accadeva, ma in diverse occasioni avrebbe partecipato attivamente agli abusi.

Per garantire l’impunità e il segreto, la coppia faceva leva sulle fragilità e le paure della vittima. Il silenzio della quattordicenne veniva infatti ottenuto attraverso pesanti minacce psicologiche: i due evocavano presunti “spiriti maligni” che si sarebbero scagliati contro la giovane e i suoi genitori se lei avesse osato raccontare la verità.

La condanna definitiva e il carcere

Dopo anni di iter giudiziario, la Procura di Nola ha emesso gli ordini di carcerazione a seguito della condanna definitiva. L’uomo dovrà scontare una pena di 6 anni e 6 mesi di reclusione. Per la donna, la condanna è di 4 anni, 10 mesi e 15 giorni.

Mentre il marito era già stato prelevato dalla Polizia, la cinquantaquattrenne è stata rintracciata dai militari dell’Arma a Sacile. Dopo le formalità di rito, la donna è stata trasferita presso la casa circondariale di Trieste, dove espierà la sua pena.

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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