Stabilizzazione negata: 12 operai forestali di Napoli restano precari dopo 16 anni

Napoli – Un ennesimo muro di burocrazia ha fermato il percorso di stabilizzazione per 12 operai forestali assunti a tempo determinato dalla Città Metropolitana di Napoli. Oggi, lunedì 29 dicembre, sarebbe scaduto il termine utile per far superare loro la soglia delle 180 giornate di lavoro, requisito fondamentale per l’assunzione a tempo indeterminato. Invece, dopo 16 anni di precariato, il loro futuro è tornato nel limbo.

A lanciare l’allarme sono i sindacati di categoria Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil di Napoli, con una nota congiunta dai toni durissimi. I segretari Francesco Fattoruso, Fabio Giuliani e Melania Sannino definiscono “surreale” quanto accaduto nelle ultime settimane. Ai 12 operai, infatti, era stato promesso un percorso parallelo a quello seguito per i colleghi della Provincia di Benevento, i cui 1200 contratti sono stati stabilizzati senza intoppi dalla Regione Campania.

Il blocco dell’ultimo minuto

Il punto di rottura si è consumato giovedì 18 dicembre, giorno che avrebbe dovuto segnare la conclusione positiva dell’iter. Nonostante il parere favorevole della Ragioneria Generale della Città Metropolitana, il segretario generale dell’ente ha bocciato la proposta di delibera per la stabilizzazione. Al suo posto, ha proposto alternative definite dai sindacati “raffazzonate e discutibili”, come l’indizione di un nuovo bando di assunzione.

Una scelta che, accusano i sindacati, ignora sia le previsioni del Tavolo di Partenariato regionale, sia il fatto che questi stessi 12 lavoratori sono stati già assunti in passato tramite regolari procedure pubbliche. A complicare ulteriormente la giornata del 18, l’assenza per malattia del dirigente di riferimento, che nessuno ha potuto sostituire per la sottoscrizione materiale dei contratti.

La nota sindacale non risparmia frecciate verso “dichiarazioni fuorvianti di pseudo sindacati che non si sono mai visti accanto alle lotte dei lavoratori, buoni solo a comunicati sporadici”. Con “grande amarezza”, Flai, Fai e Uila constatano che la battaglia per questi ultimi 12 operai “è ancora tutta da fare”.

L’obiettivo ora è un confronto urgente con il nuovo assessore regionale all’Ambiente e con il prossimo dirigente della Città Metropolitana, non appena nominato. L’obiettivo è tracciare “un nuovo corso per il 2026 che sia chiaro fin da subito”, per ottenere “soluzioni stabili e non fuorvianti”. “Questi lavoratori e le loro famiglie – concludono – hanno diritto al rispetto e alla dignità”. Una dignità che, per ora, è rimasta impantanata in un ufficio.

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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