Bomba ecologica a Villa Literno: scoperti capannoni con rifiuti tossici accanto alle case

Villa Literno – Un inquietante scenario di degrado ambientale e illegalità diffusa è emerso nel pomeriggio di oggi a Villa Literno, nel cuore del Casertano. I Carabinieri della locale Stazione hanno scoperto e posto sotto sequestro un vasto complesso edilizio di oltre 3.000 metri quadrati, rivelatosi essere una vera e propria “bomba ecologica” costruita sull’abusivismo.

L’operazione, condotta a seguito di accurate indagini sul territorio, ha portato alla luce una situazione di grave pericolo, dove rifiuti speciali e pericolosi venivano stoccati illegalmente a pochi metri da abitazioni civili.

Il doppio volto dell’illegalità: veleni e case

All’arrivo dei militari, la proprietà – appartenente a una donna classe 1954 di Trentola Ducenta (CE) – si presentava suddivisa in due distinti corpi di fabbrica.

Il primo edificio era di fatto un deposito illegale di rifiuti. All’interno di due capannoni fatiscenti, i Carabinieri hanno rinvenuto una quantità significativa di scarti industriali pericolosi: bidoni contenenti solventi chimici e resine, materiali tipici delle attività di carrozzeria, abbandonati senza alcuna misura di sicurezza o protocollo di smaltimento.

L’inquinamento non si fermava ai capannoni: anche un furgone Fiat Iveco cassonato, anch’esso di proprietà della donna e parcheggiato nell’area, era stato trasformato in un contenitore per materiali di risulta.

La scoperta più sconcertante è avvenuta però nel secondo corpo di fabbrica. Qui, l’illegalità assumeva un volto diverso, ma non meno grave: la struttura ospitava due appartamenti completi, regolarmente abitati da altrettanti nuclei familiari. Le famiglie vivevano quindi a diretto contatto con i veleni stoccati a pochi passi, in un contesto abitativo privo di qualsiasi certificato di agibilità o autorizzazione.

L’intervento e le denunce

L’intervento dei Carabinieri ha permesso di accertare che l’intero complesso, dalle fondamenta dei capannoni ai tetti delle unità abitative, era stato edificato in totale assenza di permessi. Un’operazione di abusivismo edilizio su larga scala, aggravata dalla gestione illecita di rifiuti pericolosi.

L’intera area è stata immediatamente sottoposta a sequestro penale. Al termine degli accertamenti, due persone sono state deferite in stato di libertà e dovranno rispondere di reati in materia ambientale e abusivismo edilizio: la proprietaria del terreno e un uomo classe 1982, originario di Melito di Napoli, anch’egli coinvolto nella gestione del sito.

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Pubblicato da
Gustavo Gentile

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