Cronaca Napoli

Napoli: scoperte e sequestrate cinque attività abusive tra officine e autorimesse

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A. Carlino
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Napoli – Un’ondata di controlli a tappeto ha scosso diversi quartieri di Napoli, portando alla luce un diffuso sistema di illegalità commerciale. La Polizia Locale ha sferrato un duro colpo a quella “economia parallela” che opera senza regole, con una maxi-operazione che ha portato alla chiusura di cinque attività completamente abusive e al sequestro di circa un quintale di generi alimentari.

L’offensiva, mirata a verificare la regolarità di autorimesse, officine e negozi, si è concentrata in più aree della città. Nel quartiere Stella, gli agenti hanno setacciato via Abate Minichini, corso Amedeo di Savoia e via Foria.

Qui sono state scoperte due rivendite di alimentari non solo prive di qualsiasi autorizzazione, ma che occupavano anche abusivamente il suolo pubblico con la loro merce. Persino un terzo negozio, sebbene in regola con la licenza, esponeva i prodotti all’esterno, lasciandoli in balia di agenti atmosferici e smog.

Tutta la merce, circa 100 chilogrammi, è stata sequestrata e destinata alla distruzione per tutelare la salute pubblica.

Il blitz si è poi spostato nella zona di Fuorigrotta, dove l’Unità Operativa locale, in collaborazione con il personale dell’Asl Napoli 1 Centro, ha concentrato l’attenzione sul mondo delle autoriparazioni.

È stata individuata un’officina per motoveicoli totalmente abusiva: per il titolare è scattata una pesante sanzione, mentre tutte le attrezzature sono state sottoposte a sequestro amministrativo. In altre due officine della stessa area, i controlli hanno rivelato la presenza di soppalchi costruiti illegalmente, prontamente posti sotto sequestro penale.

Infine, un intervento mirato nell’area ospedaliera Cotugno-Monaldi ha messo fine a un’altra attività illecita. Gli agenti dell’unità Scampia, con il supporto della Tutela Edilizia, hanno eseguito un’ordinanza di chiusura immediata per due autorimesse che operavano all’aperto senza alcuna licenza.

Le indagini hanno rivelato che entrambe le attività erano gestite dalla stessa società, già nota per aver operato in passato persino su aree precedentemente sequestrate, a dimostrazione di una recidiva e spregiudicata condotta illegale.

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A. Carlino

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