

in foto Angelo Vassallo
Quindici anni dopo quel tragico 2010, il nome di Angelo Vassallo torna nelle aule di giustizia. Il 16 settembre 2025, a Salerno, si aprirà l’udienza preliminare del processo per l’omicidio del «sindaco pescatore» di Pollica, ucciso per il suo impegno instancabile in difesa della legalità, della trasparenza e del territorio. A oggi molte delle indagini restano ancora coperte dal segreto istruttorio, segno che la verità definitiva è ancora lontana.
In questo scenario di attesa e di speranza, Asmel – l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, che riunisce oltre 4.600 amministrazioni italiane – ha scelto di costituirsi parte civile. Una decisione presa all’unanimità nel dicembre scorso, che rappresenta un atto di responsabilità e di vicinanza non solo alla memoria di Vassallo, ma anche alla sua famiglia e a tutti i cittadini che chiedono giustizia.
«Costituirci parte civile è un segnale forte – ha spiegato il segretario generale Francesco Pinto –. Vogliamo sostenere la ricerca della verità e trasformare la battaglia di Angelo in un’eredità concreta per costruire istituzioni più giuste, trasparenti e coraggiose». L’impegno di Asmel, infatti, non si limiterà al piano processuale, ma si tradurrà anche in iniziative di formazione, campagne di sensibilizzazione e reti di collaborazione tra sindaci che ogni giorno combattono contro pressioni e infiltrazioni mafiose.
Un gesto accolto con gratitudine da Dario Vassallo, fratello del sindaco assassinato: «Apprezzo enormemente l’iniziativa di Asmel. Confido che il suo esempio venga assunto anche dallo Stato e dall’Arma dei Carabinieri, perché in un momento come questo serve un impegno istituzionale forte e inequivocabile».
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