

nella foto i taxi nei pressi del teatro San Carlo a Napoli
Napoli si prepara ad accogliere la seconda edizione di “Napoli Città della Musica – Live Festival”, una lunga kermesse che dal 6 al 28 settembre porterà in Piazza del Plebiscito artisti del calibro di Gigi D’Alessio, Riccardo Cocciante, Nino D’Angelo, Sal Da Vinci e tanti altri.
Ma accanto all’entusiasmo per la musica cresce la tensione sul fronte della mobilità: al centro della polemica, ancora una volta, il servizio taxi.
Il tema era stato affrontato in Prefettura, durante una riunione presieduta dal prefetto Michele di Bari. Attorno al tavolo erano seduti, i rappresentanti del Comune, la Polizia Locale e le associazioni di categoria dei tassisti.
In quella sede, dopo aver valutato le esigenze di ordine pubblico, era emersa la possibilità di mantenere almeno gli stalli di via San Carlo, anche durante gli eventi in piazza. Una mediazione che, almeno in apparenza, aveva rassicurato la categoria.
Ma pochi giorni dopo, con l’ordinanza dirigenziale n. 581 del 28 agosto, il Comune ha disposto misure drastiche di viabilità e sicurezza: dalle 18 fino a fine spettacolo verranno sospese le aree di sosta riservate ai taxi in via San Carlo e in piazza Carolina, oltre ad altre limitazioni in piazza Trieste e Trento, via Vittorio Emanuele III, rampe Paggeria e zone limitrofe.
Una scelta motivata dalla Questura e dalla Polizia Locale per garantire l’accesso ai varchi di sicurezza e il deflusso del pubblico.
La decisione ha scatenato la reazione dell’Associazione Tassisti di Base, che in una comunicazione agli iscritti ha denunciato la contraddizione tra quanto concordato in Prefettura e quanto poi deliberato dal Comune.
«La soppressione dello stallo di via San Carlo – scrive l’associazione – comporta inevitabili disagi per la cittadinanza e rilevanti ricadute economiche per la categoria. Non siamo noi a creare il problema, ma le determinazioni degli organi competenti».
I tassisti hanno così annunciato una forma di protesta: nelle giornate dei concerti, i conducenti in turno non effettueranno servizio nelle aree limitrofe a piazza del Plebiscito. Una decisione sofferta, spiegano, ma ritenuta necessaria per attirare l’attenzione su una situazione che penalizza tanto i lavoratori quanto i cittadini e i turisti.
La vicenda mette in luce un problema strutturale: conciliare la sicurezza durante i grandi eventi con il diritto a un servizio taxi efficiente nel cuore della città. Piazza del Plebiscito, simbolo di Napoli e palcoscenico privilegiato per concerti e manifestazioni, diventa così anche terreno di scontro tra esigenze di ordine pubblico e diritti della categoria.
Con l’avvio del festival, il braccio di ferro è destinato a proseguire. E la musica, almeno per i tassisti, rischia di suonare stonata.
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