

Tragico incidente a Sassano: 48enne perde la vita dopo lo ribaltamento dell’auto
Pignataro Maggiore – Un altro dramma sul lavoro scuote la Campania, in un’estate segnata da troppi incidenti nelle fabbriche e nei cantieri.
Ieri sera, in un’azienda dell’area industriale di Pignataro Maggiore, un operaio di 33 anni, residente a Pastorano, ha perso quattro dita di una mano, rimasta incastrata in una pressa durante il turno di lavoro.
Il giovane, regolarmente assunto, è stato soccorso da un collega e trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove è ricoverato in prognosi riservata, ma fuori pericolo di vita.
L’incidente, avvenuto intorno alle 20:00, ha richiamato sul posto i Carabinieri della Compagnia di Capua e il personale dell’Asl di Caserta, che stanno indagando per ricostruire l’esatta dinamica.
Secondo le prime informazioni, il lavoratore stava operando sulla pressa quando, per cause ancora da chiarire, la sua mano è rimasta intrappolata nel macchinario, subendo gravi fratture e lacerazioni. È stato un collega, accortosi del dramma, a dare l’allarme, permettendo l’intervento tempestivo dei soccorsi che hanno liberato l’operaio e prestato le prime cure sul posto.
“È stato terribile, abbiamo fatto il possibile per aiutarlo, ma la situazione era drammatica”, racconta un collega sotto shock, che preferisce restare anonimo. L’incidente riaccende i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Campania, dove l’estate 2025 è stata funestata da una serie di infortuni gravi: dai crolli nei cantieri edili di Napoli agli incidenti nelle fabbriche del Salernitano, il bollettino sembra non avere fine.
Solo a luglio, la regione ha registrato oltre 20 incidenti sul lavoro, alcuni dei quali mortali, mettendo in luce carenze nei sistemi di prevenzione e controllo.Le indagini, coordinate dai Carabinieri e dall’Asl, puntano a verificare se l’incidente sia stato causato da un malfunzionamento della pressa, da un errore umano o da una violazione delle norme di sicurezza.
L’azienda, il cui nome non è stato reso noto, opera nell’area industriale di Pignataro Maggiore, un polo produttivo che ospita diverse realtà manifatturiere. “Episodi come questo sono inaccettabili”, ha dichiarato un funzionario dell’Asl, sottolineando l’urgenza di rafforzare i controlli e la formazione dei lavoratori.
Per il 33enne, la perdita di quattro dita rappresenta una mutilazione che cambierà per sempre la sua vita, con ripercussioni fisiche e psicologiche. La comunità di Pastorano si stringe attorno alla sua famiglia, mentre cresce la rabbia per un sistema che troppo spesso espone i lavoratori a rischi evitabili.
“Servono più tutele, più attenzione. Non possiamo continuare a contare feriti e morti”, commenta un rappresentante sindacale locale.La Campania, come il resto d’Italia, si trova ancora una volta a fare i conti con il dramma degli infortuni sul lavoro. Mentre le indagini proseguono, l’appello è chiaro: rafforzare la sicurezza per evitare che l’ennesima tragedia diventi solo un numero in un’estate già troppo segnata dal sangue.
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