Napoli, fuga spericolata:  due giovani arrestati dopo inseguimento in Piazza Nicola Amore

Napoli – Un rocambolesco inseguimento per le strade del centro di Napoli si è concluso con l’arresto di due giovani napoletani, di 17 e 18 anni, già noti alle forze dell’ordine per reati specifici.

I due, accusati di danneggiamento aggravato di beni pubblici, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, sono stati fermati dalla Polizia di Stato in Piazza Nicola Amore dopo aver tentato di sfuggire a un controllo.L’episodio è iniziato in Piazza Municipio, quando una pattuglia di motociclisti della Polizia Locale ha intimato l’alt a uno scooter con in sella i due giovani, entrambi senza casco.

Alla vista degli agenti, il conducente ha accelerato, tentando la fuga. Bloccati temporaneamente dal traffico in via Vittorio Emanuele III, i fuggitivi hanno aggredito un agente, speronando la moto di servizio e facendolo cadere, per poi riprendere la corsa.

La svolta è arrivata grazie alla prontezza delle forze dell’ordine: una segnalazione radio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha permesso di tracciare i due in via Medina, diretti verso Corso Umberto I.

Una volante, proveniente dal senso opposto, li ha intercettati in Piazza Nicola Amore. Qui, il conducente ha tentato un’ultima manovra disperata, investendo gli agenti e perdendo il controllo dello scooter. I giovani hanno poi provato a scappare a piedi, ma sono stati prontamente bloccati e arrestati.

L’intervento tempestivo della Polizia di Stato e della Polizia Locale dimostra un’efficace capacità di coordinamento, fondamentale per contrastare episodi di microcriminalità che mettono a rischio la sicurezza urbana.

Tuttavia, il caso evidenzia un problema ricorrente: la presenza di giovani, spesso con precedenti, che si rendono protagonisti di comportamenti pericolosi e sprezzanti delle regole.

La mancanza di casco e la reazione violenta al controllo suggeriscono una scarsa percezione delle conseguenze legali, un fenomeno che richiede interventi preventivi più incisivi, come programmi educativi nelle scuole o iniziative di sensibilizzazione nelle periferie.

Inoltre, l’aggressione agli agenti sottolinea la necessità di rafforzare la protezione per le forze dell’ordine durante i controlli di routine, magari attraverso tecnologie come body cam o maggiori risorse per il pattugliamento. Questo ennesimo episodio di resistenza e fuga a Napoli evidenzia un problema strutturale che, oltre alla repressione, necessita di un approccio sociale per spezzare il ciclo della microcriminalità giovanile.

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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