

Marisa Laurito
Il vestito è pronto, lo stemma pure, ma la bocca resta cucita. Perché a Napoli, quando si parla di scudetto, la prudenza è una forma d’arte e la scaramanzia una religione. Marisa Laurito, volto amatissimo dello spettacolo e cuore azzurro dichiarato, frena gli entusiasmi nonostante il Napoli sia in vetta alla classifica di Serie A: “Se dovesse vincere, aggiungerò uno stemma al vestito che ho già indossato la scorsa volta – rivela – ma noi tifosi napoletani siamo scaramantici, non possiamo ancora dire nulla”.
Quel vestito, nel 2023, fece storia. Lungo, con i colori sociali, il “ciuccio” sul Vesuvio in eruzione, il numero tre a simboleggiare il terzo tricolore e sul retro l’irrinunciabile omaggio al santo protettore: “Grazie Gennarì”. Una dichiarazione d’amore cucita addosso, un tributo al legame profondo tra città, squadra e fede calcistica.
Oggi però la Laurito invita alla cautela: “È un po’ presto per capire cosa accadrà, vediamo più avanti. Non voglio parlare di festeggiamenti”. Poi una risata che rompe la tensione, come un colpo di teatro: “Lo scudetto ci ha reso molto maturi”. E così, tra l’ombra lunga del passato e la voglia di sognare ancora, Napoli aspetta in silenzio. Magari con ago e filo in mano, ma senza ancora cucire.
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