Il 28 febbraio alle ore 20.00, il Tin-Teatro Instabile di Napoli ospiterà lo spettacolo teatrale “HH – Heinrich Himmler i semi dello sterminio”. La pièce, tratta dalla “Trilogia del Male” di Antonio Masullo, è un’analisi sui temi dell’Olocausto e dell’esoterismo nazista.
Uno spettacolo di riflessione storica
Diretto e interpretato da Gianni Sallustro, lo spettacolo mette in scena tre testi di Masullo: “Shoah-La cintura del Male”, “Mafalda di Savoia-La perla di Buchenwald – I sette giorni” e “Maria Orsic – L’ultima verità del Male – Diario di una medium nazista”. Sallustro vestirà i panni di personaggi storici di rilievo come Adolf Hitler, Claus Schenk von Stauffenberg ed Heinrich Himmler, offrendo un’immersione nella loro psicologia e nelle loro azioni. Masullo, presente come narratore, guiderà il pubblico attraverso le motivazioni storiche e psicologiche che hanno portato agli eventi dell’Olocausto.
L’opera si propone di investigare la complessità dei protagonisti del regime nazista e le loro connessioni con l’esoterismo. Il valore educativo dell’evento risiede nella correlazione con eventi attuali, offrendo una prospettiva sia storica che contemporanea.
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Un cast di giovani talenti
Oltre a Sallustro e Masullo, la performance coinvolge anche gli attori dell’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema, tra cui Francesca Fusaro, Tommaso Sepe e altri. Lo spettacolo si inserisce all’interno del Trilogy Tour 25, un’iniziativa che vedrà Masullo in tour in diverse città italiane, come Milano, Roma e Torino.
Prospettive internazionali
Il ciclo di rappresentazioni continuerà con la pubblicazione e la presentazione dell’ultimo testo della trilogia in Spagna nel mese di aprile. La traduzione in spagnolo seguirà la presentazione dell’opera in inglese avvenuta a Londra nel 2024. Questo percorso mira a rendere accessibili tali contenuti a un pubblico internazionale, segnalando l’importanza del ricordo e della memoria storica nella società contemporanea.







Lo spettacolo sembra interessante, ma non so se la tematica e cosi pesante sia adatta a tutti. La storia dell’olocausto e molto delicata e forse ci vorrebbe una maggiore attenzione nella scelta del linguaggio usato.