Gratteri riflessione amara: “Oggi i giornalisti sono più deboli, come i magistrati”

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E’ una riflessione amara ma vera e reale quella di Nicola Gratteri, capo della Procura di Napoli.

Ha parlato di debolezza dei giornalisti e degli stessi magistrati. Lo ha fatto oggi a Lodi dove è stato a un incontro di presentazione del suo ultimo libro 2Il grifone”.

“Oggi, anche con l’ultima riforma, è impossibile fare informazione. E la colpa è anche dei giornalisti: quando è stata fatta la riforma Cartabia, a me pare che non sono andati alla commissione Giustizia a esporre le proprie ragioni. Oggi i giornalisti sono deboli come i magistrati”.

Sono queste le parole del capo della procura partenopea da sempre molto attento ai temi dell’informazione.

“Noi magistrati – ha aggiunto – siamo poco credibili, siamo deboli, quindi la politica si è organizzata. E la stampa oggi è debole perchè oggi molti proprietari di giornale non hanno l’anima del giornalismo. Non c’è fuoco per informazione, per la conoscenza”.

Poi Gratteri ha sottolineato anche l’importanza di avere valori. “Negli ultimi decenni c’è stato un abbassamento della morale, dell’etica: non c’è più rossore, non c’è più vergogna. Se importo cocaina, il mio problema non è più quello di arricchirmi ma di giustificare il mio arricchimento”.

E infine un pensiero sulle intercettazioni. “Le intercettazioni sono un un costo. Per esempio noi, come procura di Napoli, abbiamo speso 5 milioni di euro nel 2023, in intercettazioni, e abbiamo quindi fatto sequestro di beni per oltre 250 milioni di euro”.


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