Giuseppina Nappa, moglie di Francesco “Sandokan” Schiavone, ha rivelato in un’udienza al processo in corso a Santa Maria Capua Vetere che ha incontrato il marito in carcere nel marzo del 2024.
L’incontro è avvenuto durante un breve periodo in cui Schiavone aveva avviato la collaborazione con la giustizia, poi interrotta.
Nappa ha affermato di aver potuto parlare liberamente con il marito per la prima volta dopo anni, a causa delle restrizioni imposte dal regime di 41 bis a cui Schiavone era sottoposto.
L’ammissione della Nappa è stata fatta durante una discussione sui presunti doni di Natale e Pasqua che Nicola Schiavone, socio storico di Sandokan e ritenuto amico di vecchia data del boss, avrebbe fatto a Nappa e ai suoi figli. La donna ha dichiarato che questi doni sono avvenuti “fino a un certo punto e poi si sono diradati”.
Poi ad una precisa domanda se avesse avvertito di ciò suo marito, la donna ha riferito che poiché il marito era in carcere al 41bis e i colloqui erano registrati “non gli ho detto nulla”, ma queste circostanze gliele ha riferite lo scorso marzo quando l’ha incontrato in carcere, e “in quella occasione nessuno ci ascoltava”.
La perplessità degli avvocati della difesa sulla gestione dei pentiti
Le dichiarazioni di Nappa hanno suscitato perplessità tra gli avvocati della difesa, che hanno sottolineato la “gestione del collaboratore piuttosto particolare” e il fatto che Sandokan abbia potuto incontrare anche il figlio Emanuele Libero durante il periodo di collaborazione.
Emanuele Libero, infatti, non ha seguito la scelta del padre di collaborare con la giustizia, ma ha invece tentato di riorganizzare le attività illecite del clan a Casal di Principe, venendo poi arrestato. Il processo è stato aggiornato al mese di settembre.
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