Arzano, Guardia di Finanza in comune: visitati gli uffici al primo e secondo piano del municipio.

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Arzano. Una notizia trapelata nel pomeriggio di oggi nel silenzio assoluto della politica. Le fiamme gialle ad inizio settimana si sarebbero portate presso gli uffici segreteria, Urbanistica e patrimonio.

Al momento non è dato sapere cosa abbiano acquisto i militari ma la visita segue di qualche mese quella posta in essere della Direzione Investigativa Antimafia. Intanto a tenere banco la costruzione con l’apertura del cantiere per la costruzione della nuova casa comunale su Via Napoli che da qualche giorno, però, così come denunciato dal giornalista sotto scorta Mimmo Rubio, risulta chiuso.

“Dopo sei giorni ancora niente inizio dei lavori. Apertura del cantiere che avrebbe – secondo Rubio – già consentito il primo acconto del 20% pari a circa 700mila euro. Senza contare che la nomina del RUP sarebbe addirittura stata affidata dal dirigente ad un ingegnere informatico del comune.

    Ma ad evidenziare una serie di anomalie sulla gestione dei circa 12miliardi del vecchio conio di fondi del PNRR, il consigliere di opposizione Salvatore Borreale del partito di Arzano Viva.

    “A Parte la mediocrità amministrativa, ciò che, invece, ritengo utile approfondire ora è la questione del quadro economico dell’opera. Il Progetto costerà alla collettività euro 6.041.178,69, somma totalmente impegnata dall’amministrazione comunale, mentre l’importo dei lavori a base d’asta, però, costeranno euro 3.539.538,69.

    Le Somme a Disposizione per ulteriori spese ammontano ad euro 1.157.850,36 (per darvi un’idea, in breve, il “solo” conferimento in discarica – materiale di risulta- costerà euro 150.000,00, mentre le spese di progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza costeranno 333.073,04, ci sono poi tante altre spese già previste, come ad esempio l’incentivo per funzioni tecniche che costerà euro 95.223,31).

    Il focus – denuncia Boreale – sarebbe proprio su queste economie di gara, che rappresentano ben il 22% dell’importo totale a carico della collettività. “Se davvero fossero “economie” si racconterebbe, nei prossimi mesi, che il Comune risparmierà una cospicua somma di denaro sul totale delle spese. Ed invece non sarà purtroppo così.

    Ad un tratto, ti viene in mente, che alla fine dell’anno 2023 l’amministrazione Aruta ha aumentato di oltre un milione di euro lo stanziamento iniziale delle somme previste per realizzare l’opera (quasi 5 milioni di euro di fondi del PNRR). Questo aumento dello stanziamento lo abbiamo già contestato più volte perché riteniamo che non sia giustificato. Ed in effetti gli ultimi atti amministrativi lo dimostrano ampiamente”.

    Ma il consigliere solleva anche altri interrogativi. “Perché aumentare di oltre un milione di euro le spese del progetto se poi di fatto il quadro economico evidenzia economie di gara per una somma ancora maggiore?

    Perché aggiungere ai fondi del PNRR gli spezzoni dei mutui di un Comune in predissesto per la copertura finanziaria del suddetto aumento di oltre un milione di euro se lo stanziamento iniziale avrebbe coperto interamente le spese complessive del progetto? Sarà confermato, nei prossimi mesi, il sospetto che la Giunta Aruta, durante i lavori, approvi alcune varianti al progetto o programmi ulteriori lavori non previsti per poter “prosciugare” le sostanziose somme rappresentate dall’economie di gara?

    Insomma nei prossimi mesi con molta probabilità il Piano “Casa delle Ambiguità” troverà concreta attuazione”. Un’altra ambiguità – secondo Borreale – sembra quella relativa alla nomina del RUP (Responsabile unico del procedimento). “I propagandisti del NO ai subappalti (Movimento Cinquestelle e Partito Democratico locale “allargato” inserendo anche i 5 consiglieri comunali tesserati Pd della lista Le Nuove Generazioni) – precisa ancora – forse non avranno letto che il contratto prevede all’art. 16 che “il subappalto è ammesso”.

    Su un’opera pubblica di milioni di euro chissà quanti subappalti ci saranno nei prossimi mesi e cosa diranno i seguaci di Conte che nei mesi scorsi “urlava” sul rischio di maggiori infortuni e poca sicurezza sul lavoro in edilizia nei casi di subappalti. Intanto, senza aver “mosso” neanche una pietra si possono già incassare oltre 700.000,00 in quanto l’art. 11 prevede l’anticipazione del 20% dell’importo contrattuale.

    Mentre i cittadini già patiscono i notevoli disagi per la chiusura del parcheggio e ai giovani è stato sottratto l’unico spazio pubblico all’aperto di aggregazione sociale”. Intanto non mancherebbero clamorosi risvolti che stanno già facendo tremare i politici locali impegnati nelle europee.

    Francesco Nardelli



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