

Il carcere di Carinola
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) denuncia una situazione di ingovernabilità nella Casa di reclusione di Carinola, nel Casertano.
Nelle ultime ore, i detenuti si sono ripetutamente opposti alle perquisizioni in cella da parte del personale di Polizia Penitenziaria, aggredendoli con bastoni, tavoli e bombolette a gas.
In particolare, domenica sera un detenuto con problemi psichiatrici si è rifiutato di rientrare in cella dopo la visita in infermeria, bloccando i poliziotti e minacciandoli di morte.
Lunedì mattina, i detenuti di una cella hanno rifiutato di uscire per la perquisizione, aggredendo verbalmente gli agenti. Solo con l’arrivo di rinforzi è stato possibile effettuare la perquisizione.
Martedì mattina, i detenuti si sono messi d’accordo e hanno aggredito gli agenti con bastoni ricavati dai piedi del tavolo. Hanno anche bucato delle bombolette a gas e minacciato di dare fuoco agli agenti, ferendoli.
Il SAPPE denuncia che la direzione carceraria è assente e che non si riesce nemmeno a trasferire i detenuti violenti.
“Siamo all’assurdo: oramai a Carinola è diventato impossibile anche effettuare una perquisizione. La direzione carceraria è totalmente assente. Pochi giorni fa, dopo una notte da incubo, i colleghi smontanti hanno chiesto di parlare con il direttore, che si è negato dicendo che aveva altri impegni.
Oggi siamo a più di 500 detenuti, di cui almeno 200 trasferiti da altro istituto per ordine e sicurezza, e non si riesce nemmeno a far partire quei detenuti che aggrediscono i poliziotti. I numeri della sicurezza, ovvero del personale di Polizia, sono poi allarmanti: sono 70 unità le unità in servizio alla mattina, 15 il pomeriggio e 12 la notte.
Basta! Siamo noi a non poterne più da questa situazione di diffusa illegalità: siamo a noi a doverci chiedere dove è lo Stato?”. Da qui, la richiesta di Donato Capece al Sottosegretario alla Giustizia Delmastro affinchè si rechi personalmente nel carcere intitolato a Giovanni Battista Novelli, nel Casertano: “perché qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficai!”.
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