“Giulia ti vogliamo bene”: queste le parole scritte accanto ad una gigantografia di Giulia che da oggi resterà esposta sulle pareti del Municipio di Vigonovo, in provincia di Venezia e della Biblioteca del polo culturale di Saonara, in provincia di Padova, paesi dove è cresciuta e ha vissuto Giulia Cecchettin.
“La foto è stata scelta dalla famiglia – spiega il sindaco di Saonara Michela Lazzaro -, dobbiamo custodire nelle nostre menti e nei nostri cuori il sorriso di Giulia.
La dolcezza, la bontà e la purezza di Giulia possano essere la forza per andare avanti. Condividiamo la volontà di papà Gino e della sorella Elena di un impegno concreto per contrastare la piaga sociale della violenza contro le donne, perché nessun’altra famiglia e nessun’altra comunità debba vivere dolori così strazianti”.
Il primo cittadino di Vigonovo, Luca Martello, annuncia: “La terremo esposta fino a fine mese. Sabato 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Anche così desideriamo testimoniare il ruolo delle istituzioni per dare risposte concrete. Posso dire che tutti i Comuni, non solo a novembre, si impegnano su questo fronte.
Da uomo dico che dovremmo porre attenzione ai maschi, famiglie, associazioni, istituzioni, ed insegnare che nella vita si può anche perdere e che dopo una sconfitta si può ripartire”.
Brescia– Nessun ribaltamento, nessun nuovo capitolo giudiziario: l’ergastolo per Filippo Turetta diventa definitivo. In pochi minuti, nell’aula bunker di Mestre, la Corte d’assise d’appello presieduta dal giudice Michele Medici ha formalizzato la rinuncia all’impugnazione sia da parte della Procura generale di Venezia sia dello stesso imputato, reo confesso dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, avvenuto l’11…
Verona – Filippo Turetta, il giovane detenuto nel carcere di Montorio (Verona) per il femminicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, è stato aggredito da un altro recluso alla fine di agosto. Secondo quanto riportato dal quotidiano L’Arena, l’episodio ha coinvolto un detenuto di 55 anni, condannato per omicidio e tentato omicidio, che avrebbe colpito Turetta, anche…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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