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Napoli, ecco chi sono i truffatori di Via Duomo: 14 indagati. I nomi degli arrestati

Mario Biancardi, 27 anni, era il capo e organizzatore della banda

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Giuseppe Del Gaudio
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Hanno sfruttato l’emergenza Covid e le consegne per ordini online come pretesto per presunti debiti contratti da nipoti o figli o incidenti loro occorsi, ma fasulli. E tra loro, in maniera precisa e collaudata usavano nomi in codice.

Agiva cosi’ la banda specializzata in truffe agli anziani sgominata oggi dai carabinieri della Compagnia Napoli Centro. Cinque le misure cautelari in carcere emesse dal gip Antonio Baldassarre. Che, nelle intercettazioni, se dicevano “mamma” intendevano colui che della banda faceva le consegne dei pacchi, il cosiddetto trasfertista, deputato consegnare il pacco e a ritirare il denaro dalla vittima.

La centrale della banda era in via Duomo a Napoli e il trasfertista, come emerge dalla mole di intercettazioni allegate al provvedimento di arresto firmato dal gip, doveva comunicare ogni passaggio che faceva.

 I nomi in codice utilizzati dalla banda

Dopo aver preso i soldi la banda diceva che aveva “il panino”, il bottino, appunto. Se il truffatore pronunciava la parola “maglione” parlava della vittima. E piu’ “usato” era, piu’ era anziana e facile preda. Infine per compiere le truffe la banda aveva a disposizione auto, scooter e piccoli camion.

I cinque destinatari delle misure restrittive sono Mario Biancardi, 27 anni, che era il capo e organizzatore della banda, Mariano Crocono, 33 anni, Ciro Della Monica, 25 anni, Raffaele Di Guido, 26 anni e Salvatore Battista, 42 anni.

Complessivamente la banda era composta pero’ da 14 persone, tutte indagate, mentre le cifre sottratte ai vecchietti andavano dalle centinaia alle migliaia di euro: da una 83enne di Torre del Greco, nel novembre del 2020, i truffatori sono riusciti a farsi consegnare 9mila euro.

Utilizzava appunto nomi in codice la banda di truffatori sgominata dai carabinieri della compagnia Napoli Centro al termine di indagini coordinate dalla Procura partenopea (VII sezione, “sicurezza urbana”).

La banda aveva a disposizione una flotta di veicoli

Per compiere le truffe la banda aveva a disposizione una vera e propria flotta di veicoli composta da scooter e automobili intestati fittiziamente a persone estranee alla banda e all’oscuro delle sue trame.

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Giuseppe Del Gaudio

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