“Mi chiedo come sia stato possibile da parte dello Stato che questi quartieri potessero esistere”.
Lo ha detto don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa del Parco Verde di Caivano, nel corso dell’audizione sul decreto Caivano – per il contrasto al disagio giovanile e alla criminalita’ minorile – presso le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia del Senato.
“Ci vuole poco per rendersi conto che questi quartieri non potessero produrre che questi frutti, chi li ha voluti meriterebbe la galera”, ha denunciato. Abbandonare a se stessi i giovani e “Ammassare in un solo posto tutte le famiglie povere dei quartieri più poveri e degradati di Napoli dopo il terremoto del 1980 e abbandonarli a se stessi è stata una tragedia immane di cui nessuno può lavarsi le mani adesso, né i vecchi politici né coloro che ne sono gli eredi”.
In questo mese a Parco Verde di Caivano “definita una della piazza di spaccio piu’ grande d’Europa, non si e’ venduto un solo grammo di droga perche’ la Polizia e i Carabinieri stanno per la strada”.
“Dai 14 anni in poi chiamarli ancora minori in questi contesti significherebbe tirare un po’ la corda”. Ha detto ancora don Maurizio Patriciello. “Una multa di 30 euro a una mamma che non manda i figli a scuola e’ ridicola”, ha aggiunto.
“C’è bisogno di arrivare a misure più drastiche – ha detto -. La pornografia la producono gli adulti, ne usufruiscono gli adulti e chi ci fa il commercio sono sempre gli adulti. Quando i bambini ci cascano dentro, poi, gli adulti fanno finta di scandalizzarsi”.
“Questi quartieri così poveri e così degradati sono un ottimo serbatoio di voti. Voti che poi si contano e pesano, e prima o poi ti presentano il conto”.
Harmont & Blaine, vertice in Prefettura per evitare 32 licenziamenti. Nuovo incontro il 16 febbraio
Si è svolto oggi pomeriggio in Prefettura un vertice convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare la vertenza Harmont & Blaine. Al centro del confronto lo stato di agitazione proclamato dai sindacati dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 32 dipendenti in servizio presso lo stabilimento di Caivano. Tutti gli attori…
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Il comparto tessile-moda italiano naviga da anni in acque difficili. La crisi strutturale del mercato, caratterizzata dal crollo dei volumi di vendita, dalla pressione della concorrenza asiatica e dal ridotto potere d'acquisto delle famiglie, ha costretto molte aziende a ripensare radicalmente i propri modelli di business per sopravvivere. Harmont & Blaine e la sfida del…
Harmont & Blaine, 32 licenziamenti a Caivano: sciopero e presidio dei lavoratori
Giornata di sciopero e presidio oggi davanti allo stabilimento Harmont & Blaine di Caivano, dove i lavoratori incrociano le braccia contro l’annuncio di 32 licenziamenti su un organico complessivo di 129 dipendenti. La protesta è stata proclamata dalle sigle sindacali di categoria Filctem-Cgil e Femca-Cisl, che parlano di una scelta improvvisa e priva di qualsiasi confronto preventivo.
«Abbiamo proclamato questo sciopero perché reputiamo inaccettabili i licenziamenti annunciati dall’azienda», afferma Andrea Pastore della segreteria regionale Filctem Campania. «Riteniamo anomalo che una decisione di questo peso venga presa da un giorno all’altro, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali. Un’azienda con un profilo mediatico internazionale non può avere atteggiamenti così superficiali davanti a 32 lavoratori, che rappresentano il 25% della forza lavoro. Siamo di fronte a un tentativo inaccettabile di ridurre il costo del lavoro. Chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti».
REDAZIONE






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